
“Ancora una volta l’accesso all’innovazione è negata ai malati di Alzheimer residenti in Europa”. Questo, in una nota, il commento di Patrizia Spadin, Presidente di AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, alla notizia che il Comitato per i medicinali a uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea del farmaco (EMA) ha raccomandato la non immissione in commercio di donanemab, nuovo farmaco monoclonale per le fasi lievi della malattia di Alzheimer.
“Il comitato scientifico dell’agenzia ha ritenuto che i rischi di ARIA (un effetto collaterale che può portare a potenziali emorragie cerebrali) per i pazienti superassero di gran lunga i benefici, anche per la mancanza di dati a lungo termine sull’efficacia. Comprendiamo la preoccupazione per la sicurezza, ma siamo dell’opinione che un programma di accesso controllato con rigorosi requisiti di monitoraggio – così come stabilito per lecanemab a novembre 2024 – avrebbe permesso alle persone con malattia di Alzheimer lieve di fare scelte autonome con il loro medico specialista di riferimento, in Europa come negli Stati Uniti, in Cina, Giappone e Regno Unito, dove donanemab è stato già approvato”, ha aggiunto Spadin.
“Purtroppo, ci sono già grandi differenze tra i malati, determinate dal luogo dove vivono, dal livello culturale e dalla competenza e capacità di farsene carico da parte del Sistema di cura. Le scelte di EMA, che inducono i pazienti europei a viaggiare inseguendo, a pagamento, le terapie innovative, fanno diventare la malattia di Alzheimer una malattia per ricchi. E lo riteniamo inaccettabile” ha concluso Spadin. AIMA, l’Associazione italiana malattia di Alzheimer, è l’organizzazione no-profit italiana che sostiene i pazienti affetti da Alzheimer e le loro famiglie. AIMA è stata la prima associazione in Italia a parlare pubblicamente di Alzheimer, una malattia fino a quarant’anni fa del tutto ignorata.
Fondata nel 1985 da Patrizia Spadin, che ricopre la carica di presidente, la missione di AIMA è di ‘non dimenticare chi dimentica’. In Italia i casi di demenza sono 1,2 milioni, di cui circa 700mila con Alzheimer, un dato che raddoppierà entro il 2030. La prognosi media della malattia di Alzheimer è di 12 anni e le persone coinvolte nell’assistenza sono 3 milioni. Oggi AIMA conta 19 associazioni territoriali, una quindicina di centri d’ascolto e altrettanti gruppi operativi, che operano in 10 regioni italiane con l’obiettivo di realizzare una rete di solidarietà e aiuto per i pazienti e per le loro famiglie. Dalla sua fondazione a oggi AIMA ha offerto supporto ad almeno tre milioni di famiglie in tutta Italia. E con una media di 10mila telefonate ogni anno, la Linea Verde Alzheimer 800 679 679 di AIMA, unica linea telefonica nazionale gratuita, ha raccolto dal 1997 ad oggi più di 220mila chiamate.