
La farmacia oncologica più grande e tecnologicamente avanzata d’Italia è in Emilia-Romagna: è stata inaugurata a Meldola (Forlì-Cesena), all’Istituto Romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori”.
Sarà in grado di gestire oltre 100.000 preparati oncologici all’anno, garantendo la centralizzazione dei processi e una maggiore omogeneità nei trattamenti per i pazienti dell’Irst e dell’Ausl Romagna. Sarà, spiega la Regione, anche la prima struttura pubblica in Italia, autorizzata dall’Aifa, in grado di produrre radiofarmaci sperimentali: compito che toccherà all’officina radiofarmaceutica, una sezione che affiancherà la farmacia. Non solo si studieranno strumenti innovativi nella lotta ai tumori sia a scopo terapeutico che diagnostico, ma sarà possibile assicurare percorsi oncologici personalizzati e automatizzare l’80% degli allestimenti, riducendo così il rischio di errori e ottimizzando i costi.
Al taglio del nastro erano presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, il sindaco di Meldola Roberto Cavallucci, il direttore generale Ausl Romagna, Tiziano Carradori, oltre ai vertici dell’Irst con il presidente Fabrizio Miserocchi, il direttore generale Lorenzo Stefano Maffioli, il direttore scientifico Nicola Normanno, la direttrice della Farmacia Irst Carla Masini e la direttrice del Dipartimento delle procedure e delle tecnologie avanzate Irst e della Medicina nucleare della Romagna, Federica Matteucci.
“La farmacia oncologica e l’officina radiofarmaceutica di Meldola rappresentano un modello per la sanità del futuro”, afferma de Pascale. Una sanità “che grazie alle tecnologie è ritagliata sulle esigenze cliniche di ogni singolo paziente e affianca la cura alla ricerca”. Con questa nuova struttura, “realizzata anche con il generoso contributo di associazioni, aziende e Fondazioni- aggiunge il governatore- non solo la produzione dei farmaci sarà più sicura e veloce grazie a processi automatizzati, ma anche più sostenibile, perché saremo in grado di produrre farmaci in singole dosi, progettati per ciascun paziente, evitando il rischio di sprechi”.
L’investimento complessivo per la realizzazione della struttura, comprendente l’edificio e il polo tecnologico che ospita gli impianti, è stato di oltre 16,5 milioni di euro.