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Video Scompenso cardiaco e ivabradina - Prof. Ferrari Esc 2010 Stoccolma #esc10

 

Il prof. Roberto Ferrari, presidente uscente della Società europea di cardiologia e Presidente della Fondazione ESC fa il punto sul congresso 2010 di Stoccolma. In particolare spiega l'arma che permettera' ai cardiologi di salvare centinaia di migliaia di vite ogni anno fra chi soffre di scompenso cardiaco. Un nuovo studio infatti dimostra la sua capacita' di regolare l'attivita' di 'pacemaker' di alcune cellule del cuore, permettendo di ridurne i battiti in maniera mirata e di evitare il rischio di eventi cardiovascolari letali. Si chiama ivabradina ed e' un farmaco che deriva da una scoperta tutta italiana. 

La frequenza cardiaca e' regolata dal nodo seno-atriale del cuore, gruppo di cellule che fanno battere il muscolo piu' importante dell'organismo umano. A differenza delle altre cellule del muscolo cardiaco, esse hanno la capacita' di depolarizzarsi e generare autonomamente il potenziale d'azione, un'onda che si propaga a tutto il cuore. Il meccanismo sottostante a questo impulso autogenerato fa capo alla corrente 'If', descritta per la prima volta da un'equipe di ricercatori italiani condotta da Dario Di Francesco a Milano alla fine degli anni '70. Gia' utilizzata per altri disturbi cardiovascolari, l'ivabradina promette di ridurre selettivamente la frequenza cardiaca, senza gli effetti indesiderati associati ai farmaci beta-bloccanti oltre a una migliore ossigenazione del cuore quando e' sottoposto a uno sforzo.