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video BPCO: l' importanza della broncodilatazione- prof. V. Brusasco, Genova

 

Intervista al prof. Vito Brusasco, Ordinario di Malattie dell'Apparato Respiratorio -- Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Università di Genova. La BPCO nelle sue fasi iniziali non viene di solito riconosciuta poiché i sintomi compaiono in maniera subdola e possono essere confusi con i segni dell'invecchiamento.

Malgrado vari comitati internazionali abbiano fortemente raccomandato l'uso della spirometria come mezzo di "case finding" nei soggetti a rischio o sintomatici, questa viene tuttora eseguita in una minoranza di casi. Inoltre, test di funzionalità respiratoria più sensibili della spirometria possono essere necessari per una diagnosi precoce. Questa è importante in quanto la terapia farmacologica si è dimostrata efficace nel ridurre il declino della funzione respiratoria solo se iniziata negli stadi più lievi di malattia. Tosse, espettorato e mancanza di respiro. Questi i primi campanelli d'allarme che devono fare insorgere, in particolare nei fumatori, il sospetto di BPCO - Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, che spesso viene diagnosticata in fase avanzata. Per questo motivo le nuove Linee GOLD internazionali e nazionali prevedono l'inclusione della spirometria nella visita al paziente e l'impiego di farmaci appropriati, specificatamente i broncodilatatori. La nuova soluzione terapeutica per la BPCO si chiama glicopirronio bromuro, antimuscarinico di nuova generazione. Si tratta del primo farmaco in monosomministrazione quotidiana ad elevata selettività recettoriale che agisce entro 5 minuti dall'inalazione ed è capace di indurre una broncodilatazione di almeno 24 ore, riducendo le riacutizzazioni della patologia.

http://www.salutedomani.com/il_weblog_di_antonio/2013/05/-terapia-bpco-broncolodilatatore-seebri-breezhaler-agisce-entro-5-minuti-e-dura-24-ore.html