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Veterinaria: Influenza aviaria dall' Italia, UFV Svizzera emana ordinanza

In seguito alla comparsa dell’influenza avaria in diverse aziende avicole in Italia settentrionale, l’Ufficio federale di veterinaria (UFV) ha deciso di intraprendere provvedimenti e di emanare un’ordinanza volta a impedire l’introduzione del virus in Svizzera.

Gli esami effettuati da metà agosto sul pollame di numerose aziende presenti nella regione italiana Emilia-Romagna hanno evidenziato un'infezione da influenza aviaria. Il governo ha richiesto l'abbattimento degli effettivi interessati e ha disposto l'istituzione di zone di protezione e di sorveglianza.

L'influenza aviaria è un'epizoozia altamente contagiosa che colpisce tutte le specie di uccelli, ma in particolare polli e tacchini. La malattia si trasmette mediante l'inalazione di goccioline di starnuto contenente muco contaminato o tramite l'inspirazione di polvere d'escrementi in cui è contenuto l'agente patogeno. A causa della diffusione rapida della malattia e al fine di evitare una sua propagazione nel nostro Paese, l'UFV emana un'ordinanza, tenendo conto anche dell'Accordo agricolo stipulato nel 1999 con l'UE, in virtù del quale la Svizzera è sostanzialmente tenuta ad adottare le misure di protezione sancite dall'UE. L'ordinanza disciplina l'importazione di pollame e prodotti avicoli provenienti da zone di protezione, di sorveglianza e soggette a restrizioni in Italia. Le aree interessate si trovano nella parte nord-orientale dell'Italia nei pressi di Bologna e Ravenna.

Vige un divieto d'importazione per la carne di pollame cruda proveniente dalle zone di protezione, per le uova da consumo provenienti sostanzialmente dalle zone di protezione e di sorveglianza e per il pollame vivo, le galline ovaiole giovani, i pulcini di un giorno nonché le uova da cova provenienti dalle zone di protezione e di sorveglianza e da altre aree soggette a restrizioni. L'importazione di pulcini di un giorno e uova da cova dalle zone soggette a restrizioni è consentita a determinazione condizioni, in quanto essi rappresentano un rischio trascurabile per la diffusione dell'epizoozia.

L'Amministrazione federale delle dogane trattiene le partite sospette e trasmette all'UFV i documenti doganali necessari per effettuare ulteriori accertamenti. L'UFV respinge o confisca le partite non conformi alle prescrizioni, in collaborazione con le autorità cantonali.