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Tumore alla laringe: il diabete è un possibile fattore di rischio

 Se il diabete è una vera e propria epidemia mondiale che riguarda, come riportano gli ultimi dati nazionali il 5,5% degli, i “tumori testa-collo” rappresentano la quinta neoplasia più diffusa in Italia.

  Tra questi i carcinomi laringei sono il 60% del totale. Con patologie di  queste dimensioni epidemiologhe identificare una nuova correlazione è un importante passo avanti della scienza nella prevenzione. Lo studio pilota è che per primo ha indagato questo campo è stato realizzato dall’Università Federico II di Napoli e presentato nel corso 100° congresso Nazionale della Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale presieduto dal Professor Angelo Camaioni, Direttore Unità Operativa Complessa di O.R.L. Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma. Un appuntamento che vede riuniti esperti nazionali ed internazionali per fare il punto sullo stato dell’arte delle ultime scoperte dell’otorinolaringoiatria italiana.

 

“Sono stati studiati numerosi fattori di rischio associati a processi di cancerogenesi laringea come ad esempio fumo, alcool, fattori genetici ma solo recentemente si è ipotizzato il ruolo carcinogenico del diabete tipo 2 (DM2) nei tumori testa-collo ed in particolare in quelli della laringe – dichiara la Dr.ssa Immacolata Ferranti del gruppo di ricerca del Professor Maurizio Iengo Ordinario Otorinolaringoiatria presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. – Questa correlazione diventa più significativa quando il diabete insorge prima dei 50 anni e nei non fumatori. I meccanismi attraverso cui il diabete stimolerebbe la cancerogenesi sono riconducibili ad una de regolazione del ciclo cellulare. L’iperinsulinemia e insulino-resistenza determinerebbero infatti una inibizione dell’apoptosi, un’aumento della proliferazione cellulare, della sintesi proteica e della vascolarizzazione con conseguente crescita tumorale. Sebbene i meccanismi patologici alla base del ruolo carcinogenico del diabete nel distretto testa-collo restino ancora sconosciuti, questo primo studio rappresenta una possibile spinta per altri studi clinici multicentrici, che potranno chiarire meglio un tema fino ad oggi sostanzialmente inesplorato.”

 

Lo studio ha indagato il ruolo del DM2 come fattore di rischio dei tumori laringei in un gruppo di circa 80 pazienti di età media di circa 50 anni valutando la presenza di DM2 attraverso rilievi anamnestici, farmacologici e biochimici. I soggetti con tumore della laringe presentano una localizzazione sovraglottica nel 39% dei casi, glottica nel 50% e ipoglottica nell’11%. L’esame istologico evidenzia un carcinoma squamoso nel 96% dei casi ed epidermoide nel 4%. In conclusione, secondo gli esperti, il DM2 potrebbe rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza di tumori laringei in particolare nel sesso femminile e prima dei 50 anni, inoltre determinerebbe un maggior rischio di sviluppare tumori epidermoidi.