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PROTEZIONE DALLA FORMAZIONE DEI TROMBI CON RIVAROXABAN

I risultati dello studio XAMOS riferiti a contesti di vita reale, pubblicati su Thrombosis and Haemostasis confermano i benefici dell’anticoagulante orale rivaroxaban in monosomministrazione giornaliera, nella prassi clinica quotidiana, nel prevenire la formazione di trombi potenzialmente letali negli adulti sottoposti a intervento chirurgico maggiore all’anca o al ginocchio. Gli esiti dei 17.000 pazienti, oggetto dello studio, indicano che  rivaroxaban ha un profilo rischio/beneficio favorevole, in quanto i pazienti trattati con questo farmaco hanno avuto minori eventi tromboembolici rispetto a regimi standard di profilassi antitrombotica, con basse percentuali simili di eventi emorragici importanti.

“Lo studio XAMOS indica che l’impiego di rivaroxaban in 1.000 pazienti dopo intervento chirurgico maggiore all’anca o al ginocchio potrebbe comportare riduzione di cinque eventi tromboembolici sintomatici, con un aumento inferiore a 1 evento emoraggico importante rispetto alla terapia standard, e, aspetto rilevante, senza la scomodità di dover ricorrere a iniezioni come avviene invece con la terapia standard” ha commentato il Dottor A.G.G. Turpie, Professore di Medicina della McMaster University, Canada, e Presidente del Comitato Esecutivo Direttivo di XAMOS. “Questi risultati mostrano che gli importanti risultati riscontrati nei trial di Fase III RECORD sono confermati nella prassi clinica quotidiana, e consentono a medici e pazienti di essere tranquilli nell’impiego e nell’assunzione di rivaroxaban in quanto il farmaco protegge dal pericolo di formazione di trombi”.

XAMOS è il maggior studio di coorte in aperto, non interventista, condotto su un anticoagulante orale innovativo, che ha valutato gli esiti osservati nella prassi clinica quotidiana su 17.413 pazienti sottoposti a intervento chirurgico maggiore all’anca o al ginocchio in 37 paesi a cui è stato somministrato rivaroxaban 10mg una volta/die, oppure la terapia standard (prevalentemente eparina a basso peso molecolare, quale ad esempio enoxaparina). I risultati mostrano che l’incidenza di eventi tromboembolici sintomatici è stata inferiore nei pazienti che hanno ricevuto rivaroxaban, rispetto a quelli che hanno ricevuto la terapia standard (0,9% contro 1,4%). Inoltre, in ambedue i gruppi, si sono riscontrate basse percentuali simili di emorragia maggiore (emorragia maggiore così come definita nel programma RECORD: 0,4% contro 0,3%).

 

“Questi dati relativi all’impiego del farmaco in un contesto real life confermano i risultati dello studio cardine di Fase III, che hanno dimostrato che rivaroxaban può superare le limitazioni tipicamente associate alle terapie tradizionali, determinando una maggiore soddisfazione di pazienti e medici in termini di tollerabilità e maneggevolezza della terapia” ha affermato il Dottor Kemal Malik, Membro del Comitato Esecutivo e Responsabile Sviluppo Mondiale di Bayer HealthCare “Con cinque anni d’esperienza, questi risultati rassicurano ulteriormente sull’impiego clinico di ravaroxaban”.

 

Rivaroxaban è approvato per cinque indicazioni in sette diversi ambiti d’impiego, e protegge i pazienti per un numero maggiore di eventi tromboembolici venosi e arteriosi più di ogni altro nuovo anticoagulante orale.

 

Lo Studio XAMOS

XAMOS (acronimo di XArelto® in the prophylaxis of post-surgical venous thromboembolism after elective Major Orthopaedic Surgery of hip or knee- ovvero XArelto® nella profilassi post-chirurgica del tromboembolismo venoso dopo Intervento Chirurgico Ortopedico Elettivo Maggiore all’anca o al ginocchio) è stato uno studio internazionale di coorte in aperto, non interventista, che ha valutato rivaroxaban nella tromboprofilassi di pazienti sottoposti a intervento chirurgico maggiore all’anca o al ginocchio. Lo studio ha valutato la sicurezza e l’efficacia della terapia orale con rivaroxaban 10mg una volta/die rispetto alla terapia convenzionale standard nella prassi clinica quotodiana.

 

Nello studio sono stati arruolati pazienti adulti (di età pari o superiore a 18 anni) sottoposti a intervento chirurgico maggiore all’anca o al ginocchio in 252 centri di 37 paesi. Il medico che li aveva in cura ha stabilito il tipo, la durata e il dosaggio della terapia tromboprofilattica. Gli sperimentatori hanno documentato tutti gli eventi avversi, compresi gli eventi tromboembolici sintomatici e gli eventi emorragici. Gli eventi avversi seri sono stati controllati sino all’esito finale.