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Podcast Salutedomani: Raddoppiate allergie nei bimbi- Artrite per 10mila bimbi ogni anno- Osteoporosi per una donna su 3 in menopausa- Memoria, un aiuto dalla musica nel sonno


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-RADDOPPIATE IN 10 ANNI ALLERGIE NEI BAMBINI

Oltre 2 milioni di under 14  soffrono di una o più malattie allergiche, fra queste le più importanti sono la rinite, la congiuntivite e l’asma con sensibilizzazione ai pollini di erbe, alla polvere della casa e ai derivati epidermici  degli animali domestici e le allergie alimentari: latte, uova, frutta, noci e nocciole le più frequenti.

Nel dettaglio, circa un milione non tollera le comuni piante dei prati, cinquecentomila sono allergici agli acari della polvere e duecentomila non possono avere un amico a quattro zampe perché ipersensibili al pelo di cane o di gatto. La “classifica” delle allergie più frequenti fra i bambini si chiude con le allergie alimentari, che in totale riguardano oltre mezzo milione di piccoli: molto spesso i bambini non possono bere latte o mangiare uova, frutta, noci, nocciole e altre leccornie. Lo rivelano gli esperti della Federazione Italiana Medici Pediatri, lanciando un allarme: la frequenza di allergie è raddoppiata negli ultimi dieci anni e continua ad aumentare tanto che si prevede entro il 2020 un interessamento della metà della popolazione. Sì alla prevenzione fin dalla gravidanza con una corretta alimentazione e stili di vita sani.

 

-ARTRITE PEDIATRICA, COLPITI 10 MILA BIMBI OGNI ANNO

 Misconosciute, sottostimate, abbandonate. Apparentemente estranee a bambini e giovani. Ma così non è. Le malattie reumatiche non sono solo per vecchi. Colpiscono anche la popolazione infantile con un trend in aumento che non risparmia neanche i piccoli sotto l’anno di vita. La più subdola è l’artrite idiopatica giovanile: si stimano circa 15 mila nuovi casi l’anno, considerando che i bambini di età inferiore ai 10 anni in Italia sono poco meno di 10 milioni. Si tratta di un dato incerto: l’ampia forbice nel dato di prevalenza (da 15 a 150 casi ogni 100mila bambini) conferma una forte sottostima del fenomeno. E si calcola che circa 10mila bambini e adolescenti possano esserne affetti. Individuare le malattie reumatiche in tempi rapidi, per curarle e migliorare la prognosi diventa quindi un diktat. I motivi? Molti. Perché un bambino su mille non curato oggi, può diventare un invalido di domani e nelle forme più gravi si può arrivare addirittura alla morte. Perché sono patologie croniche che comunque diminuiscono le aspettative di vita di circa sette anni. Perché tutto questo comporta oltre al disagio sociale dei bambini e delle famiglie, un aggravio di costi, soprattutto nelle regioni del Sud dove i pazienti sono costretti a migrare per ricevere cure adeguate. Per questo i pediatri della Fimp hanno deciso di intervenire. E in occasione delle Giornate Scuola Capri-CAMPUS 2013 hanno dato il via ad un percorso di formazione rivolto a propri medici. Obiettivi: creare professionisti d’eccellenza per intercettare sintomi di patologie che spesso iniziano senza segni conclamati. Indirizzare i piccoli pazienti verso specialisti in grado di fornire cure all’avanguardia. Perché guarire dalla malattia si può.

 

-MENOPAUSA, UNA DONNA SU 3 HA L’OSTEOPOROSI

L’osteoporosi è una patologia nella quale si riduce la quantità di minerali contenuta nelle ossa, rendendo molto più fragile lo scheletro. Questo porta di conseguenza a rendere più probabili le fratture: la più frequente è quella del femore, che a sua volta è legata a diverse altre patologie e ad una mortalità più elevata.


Con l’invecchiamento della popolazione il problema dell’osteoporosi ha raggiunto dimensioni drammatiche, sia come numero di persone coinvolte che in termini di costi sanitari per curare queste fratture. Si stima che circa il 30% delle donne in menopausa sia colpito da osteoporosi, e ogni anno in Italia si contano 100mila fratture di femore, oltre ad un imprecisato numero di fratture alle vertebre. Considerando unicamente i costi per la gestione diretta di queste fratture, la spesa supera abbondantemente i costi per gestire l’infarto e l’ictus, che sono a loro volta due patologie molto frequenti nella terza età.

-MEMORIA, UN AIUTO DALLA MUSICA ‘DOLCE’ DURANTE IL SONNO

Una dolce e ritmata stimolazione sonora durante il sonno può migliorare la memoria. E' quanto stabilito dallo studio dell'università di Tubingen (Germania) pubblicato sulla rivista 'Neuron'. I ricercatori hanno verificato come le oscillazioni elettriche lente presenti nella corteccia cerebrale durante il riposo notturno sono responsabili dei ricordi al risveglio. Hanno poi verificato che riproducendo durante il sonno dei suoni 'ad hoc' sincronizzati con il ritmo di queste oscillazioni, si otteneva un miglioramento della capacità della memoria al mattino. Ad esempio, si ricordavano meglio le associazioni tra parole. La ricerca, quindi, dimostra come, in modo semplice e non invasivo, sia possibile influenzare l'attività del cervello anche per migliorare la qualità del sonno che le capacità mnemonico.