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Mazzarri: "Con me parlano i fatti"; Liverani: "Dubbi formazione". Verso Inter-Genoa

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Domani la prima di campionato contro il Geona e Walter Mazzarri, allenatore dell'Inter, ha incontrato i giornalisti allo stadio "Meazza". Tanti i temi toccati, partendo da una consapevolezza quando gli viene chiesto se questa stagione veda una lepre correre davanti e gli altri a inseguire, come molti media stanno sottolineando in questi giorni: "Non è che a me interessi più di tanto quello che si dice, mi interessa quello che facciamo noi", sorride il tecnico nerazzurro, che poi parte in dribbling anche quando gli chiedono di Samuel Eto'o: "Di mercato non parlo...".

Fabio Liverani, allenatore del Genoa, vive l’esordio con la calma dei forti. La consapevolezza delle difficoltà. Un entusiasmo contagioso. “E’ un banco di prova per vedere a che punto siamo. Ci aspetta una bella partita, un avversario di nome, uno stadio stupendo. Non potevo sognare esordio in un contesto diverso. I giorni passano, le conoscenze aumentano, c’è tanta strada da fare. Non un inizio agevole, è poco ma sicuro”.

Walter Mazzarri:

C'è inquietudine nel tecnico, nella squadra, per le vicissitudini societarie Moratti-Thohir? "Nella testa di ogni ragazzo quando va a casa non so, per quello che mi dimostrano quando si allenano mi sembra che nessuno pensi a altro se non ad allenarsi bene, con una gran voglia di fare bene e di seguirmi. Chiaro che è poco che stiamo insieme e ogni volta facciamo qualche errore di troppo ma la volontà di fare bene c'è. A livello di individualità conoscevo i componenti della rosa, non ci sono state sorprese, le partite che contano da domani diranno il resto, il calcio d'agosto è servito solo a conoscersi meglio, ora credo di saperne molto di più, chiaro però che ancora tante conoscenze e valutazioni dovrò ancora farle, bisogna che ci prendiamo un po' di tempo. Icardi e Belfodil non ancora al top? Intanto ci sono i carichi di lavoro che valgono per tutti, in questo periodo siamo al 60-70% di forma di ognuno, ma questo vale per tutti, anche per Icardi e Belfo. In più loro due devono fare quel passo che è toccato per esempio anche a Insigne, che si è trovato nel giro di poco in una squadra con blasone, cambiano tante cose nel passare da una squadra di media a una di alta fascia".

A Mazzarri viene poi chiesto se si senta di fare un in bocca al lupo al Napoli: "A Napoli ho fatto 4 anni importanti, faccio volentieri in bocca al lupo a tutti, alle persone che mi sono state vicine, alla gente che mi ha dato forza, calore".

"Io da sempre sono abituato a parlare col campo, con i fatti - ha sottolineato poi il tecnico -; quando inizieranno le partite si vedrà. Poi vale per tutti, siccome è il mio 10' anno in A, all'inizio molti parlano, sbandierano, io sono abituato a fare i fatti, anche perché di solito succede diversamente da quello che si dice. Spero che ci sia consapevolezza che si parte da zero, la squadra si è ringiovanita, ci vuole tempo, ma penso che la gente sia cosciente di questo".

 

Fabio Liverani:

Per sciogliere gli utimi nodi di formazione dovrà passare la notte. “La formazione è quella che scaturisce dal lavoro in settimana. Qualche dubbio c’è, non sarà molto diversa dall’ultima, ma qualcosa modificheremo. Sotto l’aspetto tattico l’identità è questa, lavoriamo su uno o due moduli. Più dei numeri fini a se stessi, conta l’interpretazione. Cercheremo di coprire i difetti e, se ne saremo capaci, giocare su quelli degli avversari. Evitando di offrire profondità e ripartenze, conoscendo le loro caratteristiche. Si può sviluppare gioco in vari modi, cercando di mantenere gli equilibri”.

Elmetto in testa e mentalità collettiva. “La fase difensiva parte dagli attaccanti. L’Inter? E’ una squadra nuova come la nostra, con giocatori che possono indirizzare il match. Giocano in casa e il pronostico li premia. Il campo, come sempre, dirà. Vedo un campionato con sette od otto squadre a lottare per obiettivi ambiziosi. Altre dodici o tredici, tra cui noi, a combattere in un torneo nel torneo. Se dovessimo perdere, non ne farei un dramma. Dovessimo centrare un risultato positivo, non mi esalterei. Non ho il piacere di conoscere Mazzarri, ma a lui rivolgo i miei complimenti. Le sue sono squadre che hanno identità, giocano a calcio, ottengono risultati”.