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FAND-ASSOCIAZIONE ITALIANA DIABETICI DENUNCIA LO SMANTELLAMENTO DELLA RETE DIABETOLOGICA DEL VENETO

Un incontro urgente con il Governatore, Luca Zaia, e con l’Assessore alla sanità, Luca Coletto, è stato richiesto da FAND-Associazione Italiana Diabetici, organizzazione che raggruppa 101 associazioni di cittadini con diabete in tutta Italia, per affrontare il nodo delle “Schede di dotazione ospedaliera” della Regione Veneto, modificate recentemente con delibera di Giunta n. 68 del 18 giugno scorso. Le “schede” definiscono la dotazione strutturale delle aziende sanitarie e ospedaliere regionali, individuando i posti letto e le unità operative autonome.

 

“Il provvedimento smantella di fatto la diabetologia e la sua rete di servizi. Non possiamo pensare che ci sia un disegno volto a riportare la diabetologia a mera appendice di qualche altra specialità ospedaliera, con grave danno per la qualità dell’assistenza ai cittadini e l’abbandono delle buone pratiche di cura in atto; tuttavia, la soppressione delle Unità operative a Rovigo, Padova ULSS 16 e Mestre, dove esistevano da moltissimi anni, può essere interpretata in questa direzione”,  denuncia FAND, per bocca del suo Presidente nazionale Egidio Archero, in appoggio alle rimostranze già espresse in sede regionale dal Vicepresidente nazionale FAND vicario, Albino Bottazzo (Presidente dell’Associazione di Mirano A.DI.MI), dai Consiglieri nazionali, Manuela Bertaggia (Ass.ne di Chioggia), Roberta Ferrari (Ass.ne di Rovigo), Lea Raffaelli (Ass.ne di Montebelluna), e dal Coordinatore FAND Veneto, Giovanni Franchin (Ass.ne di San Donà del Piave), che rappresenta 34 Associazioni di persone con diabete regionali “anche a nome e per conto delle 250.000 persone con diabete venete che vogliono continuare a ricevere appropriatezza di cure”.

 

“Questa decisione appare del tutto incoerente con il percorso intrapreso dalla Regione Veneto in questi anni”, dichiara Archero. “Diamo atto che la Regione abbia sin qui operato positivamente per fronteggiare l’emergenza diabete, deliberando un Progetto Obiettivo (novembre 2009), una Legge Regionale (novembre 2011) e abbia da poco recepito il Piano nazionale per la malattia diabetica. Risulta quindi difficile comprendere quali siano le motivazioni che hanno determinato il mancato inserimento di strutture e reti dei servizi di diabetologia nelle schede di dotazione ospedaliera recentemente approvate dalla Regione”, conclude.