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Conte: "Nessuna distrazione per il Derby d' Italia". Verso Inter-Juventus

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«La partita con la P maiuscola». Conte lo ripete più di una volta durante la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Juve. Lo ripete con forza e convinzione, perché dev’essere chiaro a tutti che la sfida di Champions contro il Bayern non può e non deve essere una distrazione. Non dovrebbe esserlo in nessun caso e meno che mai quando si deve affrontare il Derby d’Italia:

«Chi mi conosce sa bene che la partita della vita è sempre la prossima, quindi quella di sabato. Abbiamo un obiettivo concreto, riconfermarci in campionato e non bisogna fallire gare del genere. L’Inter ha già dimostrato di poter battere chiunque in una singola partita. Ha gente di carisma e personalità, come Zanetti. E’ lui l’uomo che toglierei ai nerazzurri, perché è l’anima e il cuore di questa squadra e mi sarebbe piaciuto allenarlo. Non mi fido della classifica dell’Inter, né del fatto che alcuni giocatori siano arrivati in ritardo dalle Nazionali. Sono sfide talmente sentite che chi scende in campo dimentica di aver affrontato viaggi e partite. E poi anche noi abbiamo avuto tanti ragazzi in giro per il mondo e non tutti sono tornati nelle migliori condizioni: Vucinic, ad esempio, ha un po’ di febbre...».

Niente calcoli dunque, perché «si correrebbe il rischio di non avere il giusto approccio. Ho parlato ai ragazzi dell’importanza del momento. Abbiamo visto il calendario, con sei partite in 21 giorni, tutte belle e stimolanti. Siamo in ballo per giocarci qualcosa di importante: vincere il campionato e continuare a cullare il sogno in Champions. Ce lo siamo meritati, ma sono situazioni nuove per noi e dovremo essere bravi a gestirle. Io mi rifaccio alle mie esperienze da calciatore, durante le quali ho sia vinto che perso il campionato, anche quando c’erano tanti punti di distacco in classifica. Ecco perché non si devono fare calcoli: si correrebbe il rischio di fare fesserie e potrebbe venirci “il braccino”».

Conte è concentratissimo sull’obiettivo e non dà soddisfazione a chi vorrebbe alimentare polemiche, ricordandogli le frasi di Cassano sui “soldatini” della Juve, o provando ad aprire un confronto a distanza con Totti, che sostiene che la Roma, come individualità, sia superiore ai bianconeri «Antonio è un campione e lo stimo - risponde Conte - Il resto sono fesserie che si aprono e si chiudono in un attimo. Ben più importanti sono il calcio giocato, l’erba, lo stadio... Riguardo a Francesco, colgo l’occasione per fargli gli auguri per i suoi 20 anni di Serie A. E’ un grande campione, ho avuto la fortuna di giocare in Nazionale con lui e credo che rappresenti il miglior spot per il calcio italiano. Mi auguro che possa essere preso in considerazione un suo ritorno in azzurro».

Il mister come sempre non anticipa la formazione, ma ribadisce che schiererà «la migliore possibile, tenendo conto delle partite giocate dai Nazionali e dello stato di forma di chi si è fermato a Vinovo ad allenarsi. Sia noi che l’Inter giocheremo per i tre punti, senza fare calcoli e speculare. A loro il pareggio non serve e a noi nemmeno. Sarà una partita aperta». Una partita con la P maiuscola.