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ARRIVA A ROMA L’INTERVENTO UNICO PER CORREGGERE LA DISCESA DI TUTTI GLI ORGANI DEL BACINO

E’ italiana la prima tecnica chirurgica che consente di risolvere contemporaneamente la discesa di vagina, vescica e retto, un problema che interessa milioni di donne italiane. Un progresso importante rispetto alle terapie adottate fino ad oggi, che si concentravano sul prolasso uterino, ben visibile, che spesso – una volta su tre – davano luogo a recidive, e che trascuravano le altre due patologie associate, che procurano incontinenza e stipsi. La nuova procedura, che si chiama POPS, Pelvic Organ Prolapse Suspension, è stata messa a punto dal professor Antonio Longo, il chirurgo noto in tutto il mondo per aver ideato gli interventi mininvasivi rapidi e poco dolorosi per la cura delle emorroidi e le gravi forme di stipsi, oggi diffusi nei 5 continenti, e Direttore del Centro del Pavimento Pelvico dell’Ospedale St. Elizabeth di Vienna. 

La POPS prevede l’inserimento di una benda di sospensione a livello sottoperitoneale con un approccio laparoscopico (tre accessi di meno di un centimetro ciascuno). “In pratica questa benda viene ancorata alla vagina e fissata ai muscoli laterali dell’addome. In questo modo l’utero viene quasi sempre conservato e riposizionato in alto, nella sua sede anatomica. Così può continuare a svolgere la funzione fisiologica di barriera tra retto e vescica, evitando l’espansione della stessa vescica e la compressione del retto che danno luogo all’incontinenza urinaria ed a gravi forme di stipsi” – spiega proprio Antonio Longo – “Al tempo stesso la conservazione dell’utero evita tutti i disturbi psicologici della sfera sessuale che si verificano in caso di asportazione dell’organo. In questo modo con un unico intervento, è possibile risolvere contemporaneamente gli scivolamenti verso il basso di tutti gli organi del bacino”.