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21 OTTOBRE: DIABETE, I MALATI DIVENTANO ATTORI DI TEATRO

Il diabete raccontato dai malati attraverso il teatro. Con la voce, il corpo, l’improvvisazione. La diagnosi di una malattia cronica può determinare la rottura totale con il proprio passato e l’ingresso in una dimensione nuova, di totale incertezza. Che può essere affrontata anche attraverso il teatro, una forma espressiva in grado di favorire la scoperta del proprio corpo, accrescere la fiducia in se stessi e la consapevolezza delle proprie emozioni.

È l’obiettivo della rappresentazione “Dolce che azzanna” (“Testimonianze e riflessioni di diabetici e dell’equipe che li segue”), in programma il 21 ottobre alle 21 al Teatro Modernissimo di Noventa Vicentina (Via Broli), con ingresso gratuito aperto a tutti i cittadini. È la prima esperienza di questo tipo in Italia. L’iniziativa è dell’Associazione Diabetici Area Berica che ha chiesto ad un diabetologo, un regista, un medico di medicina generale, un’infermiera e cinque diabetici di proporre un percorso di riflessione sulla malattia utilizzando la tecnica comunicativa del “teatro educativo”. È nato così il gruppo teatrale “La Dolce Vita”. “Racconteremo cinque storie vere – spiega il dott. Roberto Mingardi, diabetologo della casa di cura Villa Berica di Vicenza e uno degli attori dello spettacolo - per sensibilizzare non solo i malati ma anche la popolazione ‘sana’ su quanto sia importante seguire uno stile di vita sano, basato su una corretta alimentazione e una costante attività fisica. In 90 minuti spieghiamo cosa è il diabete, come il paziente vive con questa malattia e quali trattamenti deve seguire. Il momento della diagnosi ed il successivo percorso terapeutico spesso generano una profonda sofferenza. Inoltre, il riconoscimento di uno stato di malattia irreversibile determina un indebolimento dell’immagine di sé, tanto che molti medici parlano di vero e proprio lutto, determinato non dalla morte di una persona reale, ma dalla perdita dello stato d’integrità precedente. Il teatro può rappresentare una forma di terapia comportamentale per recuperare l’autostima”. La regia è di Francesco Chiodin e gli attori del cast sono Laura Barbieri, Loredana Carretta, Graziano Corato, Olga Dalla Valle, Roberto Mingardi, Luca Pigato, Giorgio Vianello e Annarita Vigolo. 

Il diabete è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). “Siamo di fronte a un’esplosione di questa patologia, legata strettamente agli stili di vita – continua il dott. Mingardi -. Nel Veneto sono 250mila le persone colpite, ma vanno considerati anche coloro che non sanno di avere la malattia, pari a circa 125mila individui. In ogni famiglia veneta c’è una persona con diabete o in fase pre-diabetica, caratterizzata da livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma, ma non così elevati da determinare un diabete conclamato. E nell’area della città di Vicenza si registrano circa 15mila casi”.
Il teatro accresce la capacità di relazione e cooperazione nel gruppo, permette di comprendere il valore dell’altro nella sua diversità e sviluppa il senso critico. Lo spettacolo durerà 90 minuti e prevede momenti di interazione tra gli attori e il pubblico, che, alla fine di ogni storia, rivolgerà domande al dott. Mingardi sul palco. “Gli attori – conclude il dott. Mingardi - raccontano pezzi della loro vita legati alla malattia. Vogliamo che il pubblico condivida problematiche, ansie e paure del paziente diabetico. Ad esempio, uno dei protagonisti racconterà come abbia rischiato di perdere il lavoro. Gli avevano ritirato la patente in seguito a un incidente stradale causato da un episodio di ipoglicemia, un abbassamento degli zuccheri nel sangue. Il teatro è una forma d’arte in grado di raccogliere il consenso degli spettatori che assistono ad una ‘scena’ proposta operatori sanitari e diabetici protagonisti della vita di tutti i giorni, una scena reale e non virtuale come invece accade nel mondo di Internet”. È prevista una seconda rappresentazione il 27 gennaio 2012 a Ospedaletto Euganeo (Padova).