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Vietare l’ esportazione di farmaci per iniezioni letali. Revisione di Legge in Svizzera

L’esportazione di medicamenti che potrebbero servire per l’esecuzione della pena di morte dev’essere controllata più severamente e vietata se si può presumere che queste sostanze siano destinate all'esecuzione di esseri umani.

In questo senso la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) propone di attuare, nell’ambito della revisione in corso della legge sugli agenti terapeutici, una mozione della consigliera nazionale Barbara Schmid-Federer accolta dal Parlamento.

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) è entrata in materia sulla revisione della legge sugli agenti terapeutici (12.080) senza voti contrari. Nella deliberazione di dettaglio ha adottato all’unanimità e in sintonia con il Consiglio federale la seguente proposta riguardante l’inserimento di una nuova lettera c nell’articolo 21 capoverso 1: «L'esportazione o il commercio all'estero di medicamenti è vietato se: c. si può presumere che essi siano destinati all’esecuzione di esseri umani». Poiché i medicamenti interessati (p. es. barbiturici o benzodiazepine) possono essere utilizzati anche per scopi medici legittimi, al momento del rilascio di un’autorizzazione di esportazione Swissmedic sarà tenuta a verificare se le sostanze saranno impiegate per l’esecuzione di esseri umani. La normativa svizzera si ispirerà a quella dell’UE.

Dopo una discussione approfondita, analogamente al Consiglio nazionale anche la Commissione propone di estendere le possibilità di automedicazione. In casi urgenti e in altri casi stabiliti dal Consiglio federale, i farmacisti potranno dispensare medicamenti soggetti a prescrizione medica anche senza tale prescrizione, tuttavia soltanto dopo un contatto diretto con il paziente (art. 24 cpv. 1 e 1bis; 8 voti contro 1 e 1 astensione).

Con 6 voti contro 3 e 1 astensione, la Commissione ha respinto l’omologazione semplificata di determinati medicamenti che sono omologati da almeno dieci anni nei Paesi dell’UE o dell’AELS («well-established-use»; art. 14 cpv. 1 lett. abis), che era stata decisa dal Consiglio nazionale. È stato argomentato che in tal modo la Svizzera si fonderebbe su controlli dei medicamenti effettuati all’estero in una misura così ampia come non viene fatto neppure fra gli stessi Stati dell’UE. Questo non è affatto necessario poiché la perseguita semplificazione dell’omologazione di determinati medicamenti – fra cui anche i medicamenti complementari – può essere raggiunta in altro modo. La Commissione proseguirà la deliberazione di dettaglio dopo la sessione autunnale.

Risanamento dell’assicurazione per l’invalidità

La Commissione si è occupata della mozione del consigliere agli Stati Urs Schwaller «Assicurazione per l'invalidità. Urge un risanamento duraturo» (13.3990 s) . Con 11 voti contro 2 ha respinto il punto 4, che era stato aggiunto dal Consiglio nazionale il 3 giugno 2014 (i punti 1-3 sono già stati adottati dalle due Camere). Questo quarto punto chiede che, entro la fine di giugno 2015, il Consiglio federale presenti un nuovo progetto di revisione riguardante le rendite per i figli, un nuovo sistema di rendite e il rimborso delle spese di viaggio. Il motivo determinante che ha indotto a respingere il punto 4 è stata la decisione presa dalla CSSS-N, l’11 aprile 2014, di riprendere l’esame del progetto 3 della 6a revisione dell’AI, secondo pacchetto di misure (11.030 s) . Le deliberazioni su questo oggetto inizieranno probabilmente nel novembre 2014. A suo tempo il progetto 3 (rendite per i figli, spese di viaggio) era stato rinviato dal Consiglio nazionale alla CSSS-N. Tutta la relativa documentazione è già disponibile, per cui non è necessario un nuovo messaggio del Consiglio federale.

Prezzi dei medicamenti

La Commissione è stata inoltre consultata in merito alla revisione dell’ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal) e dell’ordinanza sulle prestazioni (OPre) riguardante la regolamentazione dei prezzi dei medicamenti . Ha criticato in particolare il fatto che l’indagine conoscitiva sia stata svolta in maniera troppo sommaria e con scadenze troppo brevi per prendere posizione sugli avamprogetti. Questo modo di agire non si confà all’importanza dell’oggetto, dato che in questo ambito sono in gioco centinaia di milioni di franchi. Al momento di rielaborare gli avamprogetti delle ordinanze occorrerà inoltre dare maggiore peso a tutti gli aspetti riguardanti l’economia nazionale e la promozione economica. Infine, tutti gli attori interessati dovranno essere adeguatamente coinvolti.

 

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