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Video Nefrologia e farmaci biosimilari- dott. M. Morosetti, Roma

Intervista al Dott. Massimo Morosetti, Direttore UOC Nefrologia e Dialisi, Ospedale Giovan Battista Grassi di Roma in occasione del convegno promosso da Sandoz “I biosimilari, ‘best practice’: esperienze a confronto” di Roma.


Deficit sanitari e razionalizzazione della spesa impongono maggiore attenzione alle risorse e all’accesso alla cura dei pazienti. In questo scenario si inseriscono i farmaci biosimilari, ossia quei farmaci comparabili in termini di efficacia e sicurezza ad un farmaco biotecnologico già in commercio il cui brevetto è scaduto, ma ad un costo inferiore.

Disponibili in Italia dal 2007, ma con una penetrazione che cambia da Regione a Regione. In particolare guardando ai dati nel Lazio, l’epoetina biosimilare (farmaco per il trattamento dell’anemia causata da insufficienza renale cronica e dell’anemia nei pazienti adulti sottoposti a chemioterapia) ha una penetrazione dell’8%, molto più bassa rispetto alla media di utilizzo in Italia pari al 22%.

Altro farmaco disponibile anche come biosimilare è il G-CSF (ormone della crescita) che ha una quota di mercato pari solo al 24%, rispetto alla media italiana del 48%.

 

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