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Valvola mitrale, chirurgia mininvasiva e mirata alla riparazione: il ruolo d’ eccellenza dell’ Italia. MICS 2018

Negli ultimi anni molte tecniche chirurgiche sono state affinate e molte tecnologie microinvasive cioè a cuore battente possono offrire risultati eccellenti in pazienti selezionati. Sono tecniche complementari a quelle tradizionali perché offrono al chirurgo di trattare in maniera personalizzata il singolo caso.

“La chirurgia mitralica negli ultimi anni ha avuto un impulso importante. L'ingresso di nuove tecnologie ha aumentato il livello di interesse – afferma il dottor Giuseppe Speziale, fondatore della Mitral Academy, ha aperto i lavori del MICS 2018, congresso internazionale dedicato alla chirurgia mitralica -La patologia mitralica è più frequente di quella aortica ma ancora è sottostimata.  Per l'insufficienza mitralica è dimostrato che è sempre meglio riparare. Il paziente vive più a lungo e meglio rispetto alla sostituzione. Riparare però è più difficile che sostituire per il chirurgo. Per questo a livello mondiale il tasso di riparazione è basso. Inoltre puntiamo sulla formazione con molti corsi e con eventi come questo che sono trasversali perché si lavora sempre in team".

Sono alcuni passaggi della conferenza stampa di questa mattina, che si è tenuta a Roma, che ha fatto il punto sulla patologia e ha presentato i temi che si affronteranno nel corso del MICS 2018: dalle infezioni alle patologie che generano aritmie cardiache, dalla chirurgia microinvasiva con incisione intercostale e quella transcatetere.

Ad oggi la riparazione della valvola mitrale è una tecnica sedimentata e più del 95% delle valvole mitraliche si possono riparare. Nei centri altamente specializzati, oltre il 90% degli interventi sulla valvola mitralica ischemica sono effettuati attraverso metodiche riparative. Inoltre, la riparabilità della valvola e l’adeguata esperienza chirurgica fanno modificare le probabilità di successo, soprattutto per le lesioni complesse. Ogni anno in Italia vengono eseguiti migliaia di interventi chirurgici per le valvulopatie che, di fatto, sono tra le patologie valvolari più diffuse al mondo, sebbene siano ancora tantissimi i casi non diagnosticati

I centri di eccellenza Cardiochirurgica dovrebbero puntare per primo al 100% di 'repair rate'ndella valvola mitrale attraverso interventi mininvasivi- prosegue Spaziale-  I vantaggi della riparazione rispetto alla sostituzione includono la minore mortalità e una migliore sopravvivenza. Secondo, è importante valorizzare la formazione continua dei medici nel rispetto dei pazienti che, oltre a essere sempre più informati e alla ricerca d’informazioni da fonti medico scientifiche, vogliono ricevere trattamenti e cure d’avanguardia e il più possibile personalizzati. Terzo punto –aggiunge l’esperto-  è fondamentale costruire un percorso di qualità con enti e istituzioni in un settore tanto delicato come quello della salute; da qui l’impegno della Mitral Academy a sostegno di processi culturali traversali necessari all’apertura di un dialogo anche con il Governo. Infine, il riconoscimento della chirurgica italiana a livello internazionale è oramai realtà e l’incremento dei Centri di Alta Specialità sul territorio nazionale testimoniano il lavoro svolto finora”.

Questo congresso internazionale è dedicato al confronto e all’aggiornamento sullo stato dell’arte e sul futuro della chirurgia mitralica mininvasiva, a partire dalle diagnosi fino ai trattamenti più tecnologicamente avanzati.

Al MICS, oltre cento esperti di cardiologia e cardiochirurghi di fama internazionale si sono confrontati sulle “best mitral practice”, le migliori procedure diagnostiche disponibili a livello mondiale, prestando particolare attenzione alla chirurgia riparativa.

A coordinare le sessioni del MICS 2018 è il professor David Adams, direttore del Mitral Valve Repair Reference Center del Mount Sinai Hospital di New York e presidente dell’American Association For Thoracic Surgery (AATS); il professor Khalil Fattouch, Responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia Cardio-Toraco-Vascolare di Maria Eleonora Hospital di Palermo, struttura d’eccellenza della cardiochirurgia siciliana di GVM Care & Research; e il professor Patrizio Lancellotti, direttore dell’unità di Cardiologia intensiva e professore di Medicina Clinica all’Università di Liège in Belgio.

Una buona riparazione dura tutta la vita, ossia ha una durata ottimale nel tempo conclude  il Dott. Giuseppe Speziale.Un paziente dopo la riparazione della valvola mitrale può tornare a condurre una vita del tutto normale, sport compresi, evitando solo di sottoporsi a sforzi estremi”.

Ha collaborato Laura D'Alessandro

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