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Valorizzare il ruolo della Medicina Generale: l' impegno di MSD per la Ricerca in Italia

Giovani e ricerca indipendente: sono le due parole chiave sulle quali MSD Italia ha deciso di puntare.

“I nostri contributi da un lato saranno a sostegno dei ricercatori under 40, spesso ancora penalizzati negli atenei e negli enti italiani, dall’altra serviranno a sostenere progetti che non prendano in considerazione la valutazione clinica degli effetti dei farmaci”, spiega Pierluigi Antonelli, Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia, nel corso dell'incontro “FIMMG e MSD insieme per la scuola di Ricerca in Medicina Generale”, organizzata a Roma.

 

La fiducia nel Bel Paese, sebbene sia al di sotto della “fair share” in termini di R&S rispetto al resto dell’Europa, si basa sulle sue maggiori competenze sia in termini quantitativi che qualitativi, basti pensare a indicatori come l’impact factor, la quantità e la qualità delle pubblicazioni scientifiche da parte dei ricercatori italiani.

 

La Medicina Generale, in particolare, è parte integrante della ricerca clinica e occupa un ruolo importante per la sua capillarità e conoscenza del territorio.

“Il supporto incondizionato alla FIMMG con 1,5 milioni di euro per la creazione della Scuola di Ricerca in Medicina Generale è una tappa importante di un percorso pluriennale appena avviato dall’Azienda per sostenere le istituzioni scientifiche e professionali italiane nel campo della ricerca e che prevede un solido piano di investimenti nel Paese- continua Antonelli- Solo qualche settimana fa abbiamo presentato lo stanziamento di un altro contributo liberale di un milione di euro alla Società Italiana di Farmacologia (SIF), che ha reso possibile l’erogazione di 40 borse di studio per svolgere attività di ricerca della durata di un anno presso Istituzioni scientifiche in Italia o all’estero. In questi ultimi mesi, sono state molte le partnership che abbiamo attivato, ad esempio, in aree come la diabetologia e la cardiologia, rispettivamente con la Società Italiana di Diabetologia (SID) e con la Società Italiana di Cardiologia (SIC); o ancora con l’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM ) e con la Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia (FIRE), in patologie dove i bisogni medici non soddisfatti vanno affrontati con senso di urgenza e responsabilità. Questo è solo l’inizio di un solido piano di investimenti nel nostro Paese per i prossimi due anni. L’obiettivo è quello di fare rete con soggetti pubblici massimizzando i punti di forza delle singole eccellenze italiane e, allo stesso tempo, contribuire concretamente al rilancio della Ricerca in Italia”.

 

Complessivamente in Italia MSD Italia è attiva con 91 protocolli di ricerca avviati nel periodo 2008-2013 che hanno coinvolto 551 centri sul territorio e ben 5.700 pazienti.“Grazie a solidi investimenti e a una strategia di lungo termine basata sull’innovazione, possiamo vantare una delle pipeline più promettenti del settore, con circa 40 molecole anche in fase avanzata di sviluppo- aggiunge Antonelli- Uno sforzo che, oggi, porta ad avere ben 10 programmi di ricerca clinica in Fase III e che ha consentito di far approvare 7 nuovi prodotti nel solo 2014. Abbiamo iniziato anche in Europa l’iter regolatorio per il primo anticorpo monoclonale, l’anti-PD1 pembrolizumab, per il trattamento del melanoma avanzato, che però è al momento in una fase di studio anche in altre 33 nuove indicazioni. Inoltre, tra qualche mese auspichiamo di presentare domanda a FDA per una nuova terapia di associazione con due nuove molecole, grazoprevir e elbasvir, per il trattamento dell’epatite C cronica, mentre la recente acquisizione di Cubist, un’azienda biotech specializzata nella ricerca sui batteri multiresistenti, ci ha consentito di iniziare il filing europeo di una nuova terapia antibiotica, tedizolid fosfato, che ha appena ricevuto parere positivo dal Comitato Tecnico (CHMP) della Commissione Europea”.

 

Paola Gregori

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