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VACCINI VENETO: “VALUTARE RICADUTE DELL' OBBLIGO SU COSTI E ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI”

“Stiamo valutando con attenzione le ricadute sull’organizzazione dei servizi e sugli effetti finanziari derivanti dall’applicazione del decreto governativo”, premette Luca Coletto, assessore veneto alla sanità, il giorno dell’entrata in vigore del decreto che ha reso obbligatorie 12 vaccinazioni in tutto il territorio regionale.

“Non condivido, comunque, il regime sanzionatorio previsto –prosegue il responsabile delle politiche sanitarie del Veneto - né l’aver trasformato in emergenza nazionale e indistinta solo alcune criticità epidemiologiche, come la diffusione del morbillo. Non si può certo affermare che oggi in Italia il tetano o la poliomielite rappresentino una emergenza sanitaria”.

“Aver generalizzato in modo indistinto e subitaneo l’obbligo coercitivo alle vaccinazioni metterà a rischio i bambini più fragili e, soprattutto, sottrarrà risorse e operatori sanitari alle altre campagne di prevenzione, non meno indispensabili, come gli screening oncologici, la prevenzione del diabete o delle cardiopatìe, patologie che sono responsabili del 70 per cento della spesa sanitaria”.

“Mi sembra che l’emotività abbia prevalso sul buon senso e sull’impegno lungimirante di chi ha sempre investito, e non da ieri, nell’informazione e nella sensibilizzazione della popolazione, ottenendo ottimi risultati, come in Veneto, dove il tasso di copertura vaccinale è da due anni stabile al 92 per cento”.

“Da 10 anni in Veneto vacciniamo su base volontaria, cioè consapevole – sottolinea l’assessore - creando così una cultura della prevenzione e della vaccinazione che rappresenta il miglior contrasto alla ‘fake-news’ e ai movimenti antivaccinisti”.

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