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Vaccini nanotech e lotta alle allergie: 10 volte più efficaci. Al via test sull’uomo

Hanno il diametro centomila volte più piccolo di un capello e sono cento volte più minuscole di una cellula. Possono arrivare praticamente dappertutto, come microscopiche pallottole d’argento: le nanoparticelle in cui vengono caricati i nano-vaccini sono perfette “chaperon” che li portano esattamente dove serve, per vaccinazioni e immunoterapie delle allergie sempre più efficaci e potenti.

Degli ultimi traguardi e delle prospettive più interessanti dei nano-vaccini si discute a Firenze in occasione del XXX congresso nazionale della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), dove gli esperti sottolineano come grazie all’uso di questi prodotti innovativi la lotta alle allergie, anche le più complesse da trattare, diventerà sempre più efficace: i nano-vaccini sono infatti dieci volte più potenti di quelli standard e possono dare una risposta efficiente in metà del tempo.

Per risolvere le allergie, soprattutto nei pazienti in cui le reazioni sono gravi e possono compromettere la qualità di vita o portare a shock anafilattico, la strada è ormai tracciata e passa dai vaccini – spiega Enrico Maggi, presidente eletto SIAAIC – L’immunoterapia con vaccini disegnati per insegnare al sistema immunitario a tollerare gli allergeni contro cui viene montata una risposta eccessiva è l’opzione migliore, quando è possibile, perché l’unica che anziché curare i sintomi risolve la patologia all’origine, riportando il sistema immunitario a funzionare in maniera corretta. Purtroppo in alcuni casi non è facile sviluppare un vaccino per la terapia desensibilizzante che sia efficace e allo stesso tempo sicuro e ben tollerato: per l’allergia alimentare alle arachidi, che ha un elevato rischio di shock anafilattico, la necessità di avere un vaccino è molto sentita ma finora tutti i tentativi sono stati insoddisfacenti. L’uso delle nanoparticelle potrebbe cambiare completamente le prospettive e rappresenta il futuro della lotta alle allergie”.

 

         Questi minuscoli composti infatti sono costruiti dai ricercatori e disegnati in base al bersaglio che si vuole raggiungere: essendo piccolissime, le nanoparticelle possono arrivare praticamente ovunque e anche entrare nelle cellule con estrema facilità, per arrivare perfino su target intracellulari. “Queste caratteristiche le rendono ideali come autisti di terapie, vaccini compresi – spiega Giorgio Walter Canonica, presidente SIAAIC - Un nano-vaccino punta solo dove serve e questo riduce la probabilità di eventi avversi perché possiamo disegnarlo in modo che sia attivo solo su una specifica popolazione di cellule del sistema immunitario. L’estrema selettività di azione si associa poi a una potenza molto maggiore, perché queste nanoparticelle possono essere costruite in modo da stimolare la cellula a rispondere in maniera più efficace: conosciamo molti dei meccanismi alla base di tali azioni, anche se non tutto ancora è stato compreso, leffetto osservato, comunque è evidente e rende i nano-vaccini molto promettenti. Per il momento si è conclusa la fase di sperimentazione pre-clinica di nano-vaccini per allergie delle vie respiratorie e alle arachidi; si stanno avviando le sperimentazioni sull’uomo e c’è molta attesa, perché i dati raccolti finora indicano che sono dieci volte più efficaci e potenti dei vaccini standard”. 

 

A oggi sono in commercio soltanto due vaccini costruiti con tecnologia un po’ diversa ma simile nel concetto di avere un farmaco “infinitamente piccolo”: si tratta di vaccini contro l’epatite B e HPV creati come “Virus-Like Particles” o VLP. “Sono vaccini disegnati come fossero particelle simili a virus, quindi minuscoli e per questo capaci di arrivare ovunque per un’azione migliore e più tempestiva. Dall’esperienza clinica sappiamo che possono sviluppare una risposta adeguata anche in casi che precedentemente erano fallimentari. Si pensi al vaccino per la malaria, che prodotto come VLP garantisce il 50% di successo, in aree endemiche come quelle africane. Questo significa che metà dei bambini vaccinati sarà protetto dalla malaria, la malattia a livello mondiale probabilmente più letale – dichiara Mario Di Gioacchino, vicepresidente SIAAIC - I nano-vaccini non saranno utili soltanto per l’immunoterapia delle allergie ma potranno essere impiegati in moltissimi settori, dalla vaccinazione classica contro le infezioni, all’immunoterapia dei tumori, per la quale si hanno già numerosi dati che ne testimoniano un’analoga, superiore efficacia rispetto a vaccini realizzati con le tecnologie del passato”.

Hanno il diametro centomila volte più piccolo di un capello e sono cento volte più minuscole di una cellula. Possono arrivare praticamente dappertutto, come microscopiche pallottole d’argento: le nanoparticelle in cui vengono caricati i nano-vaccini sono perfette “chaperon” che li portano esattamente dove serve, per vaccinazioni e immunoterapie delle allergie sempre più efficaci e potenti. Degli ultimi traguardi e delle prospettive più interessanti dei nano-vaccini si discute in occasione del XXX congresso nazionale della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), dove gli esperti sottolineano come grazie all’uso di questi prodotti innovativi la lotta alle allergie, anche le più complesse da trattare, diventerà sempre più efficace: i nano-vaccini sono infatti dieci volte più potenti di quelli standard e possono dare una risposta efficiente in metà del tempo.

Per risolvere le allergie, soprattutto nei pazienti in cui le reazioni sono gravi e possono compromettere la qualità di vita o portare a shock anafilattico, la strada è ormai tracciata e passa dai vaccini – spiega Enrico Maggi, presidente eletto SIAAIC – L’immunoterapia con vaccini disegnati per insegnare al sistema immunitario a tollerare gli allergeni contro cui viene montata una risposta eccessiva è l’opzione migliore, quando è possibile, perché l’unica che anziché curare i sintomi risolve la patologia all’origine, riportando il sistema immunitario a funzionare in maniera corretta. Purtroppo in alcuni casi non è facile sviluppare un vaccino per la terapia desensibilizzante che sia efficace e allo stesso tempo sicuro e ben tollerato: per l’allergia alimentare alle arachidi, che ha un elevato rischio di shock anafilattico, la necessità di avere un vaccino è molto sentita ma finora tutti i tentativi sono stati insoddisfacenti. L’uso delle nanoparticelle potrebbe cambiare completamente le prospettive e rappresenta il futuro della lotta alle allergie”.

 

         Questi minuscoli composti infatti sono costruiti dai ricercatori e disegnati in base al bersaglio che si vuole raggiungere: essendo piccolissime, le nanoparticelle possono arrivare praticamente ovunque e anche entrare nelle cellule con estrema facilità, per arrivare perfino su target intracellulari. “Queste caratteristiche le rendono ideali come autisti di terapie, vaccini compresi – spiega Giorgio Walter Canonica, presidente SIAAIC - Un nano-vaccino punta solo dove serve e questo riduce la probabilità di eventi avversi perché possiamo disegnarlo in modo che sia attivo solo su una specifica popolazione di cellule del sistema immunitario. L’estrema selettività di azione si associa poi a una potenza molto maggiore, perché queste nanoparticelle possono essere costruite in modo da stimolare la cellula a rispondere in maniera più efficace: conosciamo molti dei meccanismi alla base di tali azioni, anche se non tutto ancora è stato compreso, leffetto osservato, comunque è evidente e rende i nano-vaccini molto promettenti. Per il momento si è conclusa la fase di sperimentazione pre-clinica di nano-vaccini per allergie delle vie respiratorie e alle arachidi; si stanno avviando le sperimentazioni sull’uomo e c’è molta attesa, perché i dati raccolti finora indicano che sono dieci volte più efficaci e potenti dei vaccini standard”. 

 

A oggi sono in commercio soltanto due vaccini costruiti con tecnologia un po’ diversa ma simile nel concetto di avere un farmaco “infinitamente piccolo”: si tratta di vaccini contro l’epatite B e HPV creati come “Virus-Like Particles” o VLP. “Sono vaccini disegnati come fossero particelle simili a virus, quindi minuscoli e per questo capaci di arrivare ovunque per un’azione migliore e più tempestiva. Dall’esperienza clinica sappiamo che possono sviluppare una risposta adeguata anche in casi che precedentemente erano fallimentari. Si pensi al vaccino per la malaria, che prodotto come VLP garantisce il 50% di successo, in aree endemiche come quelle africane. Questo significa che metà dei bambini vaccinati sarà protetto dalla malaria, la malattia a livello mondiale probabilmente più letale – dichiara Mario Di Gioacchino, vicepresidente SIAAIC - I nano-vaccini non saranno utili soltanto per l’immunoterapia delle allergie ma potranno essere impiegati in moltissimi settori, dalla vaccinazione classica contro le infezioni, all’immunoterapia dei tumori, per la quale si hanno già numerosi dati che ne testimoniano un’analoga, superiore efficacia rispetto a vaccini realizzati con le tecnologie del passato”.

 
 

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