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Vaccinazioni Svizzera: un paziente su due non si fida del proprio medico

A favore o contro la somministrazione di un vaccino: i pazienti svizzeri non lasciano scegliere solo il medico. Una persona su due vuole essere coinvolta nel processo di decisione e si informa in autonomia prima di sottoporsi all’immunizzazione.

Solo il 21 per cento degli intervistati ha dichiarato di seguire incondizionatamente la proposta di vaccino avanzata dal medico. Secondo Felix Schneuwly, esperto di casse malati presso il servizio di confronto internet comparis.ch, i risultati di questo sondaggio danno adito a una duplice interpretazione: «Da un lato i pazienti svizzeri si rendono autonomi e mettono in discussione le raccomandazioni dei medici. Dall’altro molti non tengono conto dei dati scientifici».

Mettere in discussione in modo critico un consiglio relativo a vaccinazioni incontra una certa accettazione da parte della società: circa il 65 per cento degli intervistati indica che a determinate condizioni il rifiuto di vaccinarsi non deve per forza essere sbagliato. Solo una persona su quattro, invece, è convinta che opporsi alle indicazioni del medico sia irresponsabile.

Un quarto ignora i consigli – per i bambini la maggioranza non ammette scherzi

Spaventa, invece, Schneuwly il fatto che nel sondaggio quasi un 25 per cento abbia dichiarato di non voler seguire per principio una raccomandazione medica di vaccinazione: «Il recente caso italiano dimostra quanto siano importanti vaccinazioni mirate: lo Stato è stato costretto a introdurre l’obbligo di vaccinazione per tenere sotto controllo un’epidemia di morbillo dilagante». Se invece i genitori avessero fatto vaccinare i propri figli sistematicamente, non si sarebbe proprio arrivati a un’epidemia così pericolosa nel Belpaese.

Soprattutto quando si tratta di vaccini di bambini, gli svizzeri scherzano poco. Più del 60 per cento degli intervistati non comprende come i genitori possano evitare di vaccinare i propri figli contrastando le raccomandazioni del medico. Secondo il 40 per cento circa questi genitori non comprendono la loro responsabilità e il 22 per cento ritiene opportuno obbligare per legge i genitori a far vaccinare i figli. Tuttavia, quanto ancora sia controversa la tematica emerge dalle dichiarazioni di quegli intervistati che invece considerano plausibile la scelta dei genitori di non vaccinare i figli: quasi il 40 per cento è convinto infatti che, proprio in virtù di tale rifiuto, questi genitori percepiscano particolarmente bene la loro responsabilità.

Il vaccino contro le zecche lascia indifferente la metà degli intervistati

I morsi di zecca possono provocare una meningoencefalite che nel peggiore dei casi può essere mortale. Da questo rischio enorme ci si può proteggere con una vaccinazione preventiva. Tuttavia, una maggioranza schiacciante degli utenti di Comparis intervistati ne rimane piuttosto indifferente: il 70 per cento dichiara di non essersi fatto vaccinare, mentre solo il 30 per cento si è deciso a favore. Alla richiesta di indicare i motivi di questo rifiuto, un terzo degli intervistati dichiara di non essere mai venuto a contatto con zecche. Quasi un altro terzo spiega di aver deciso con consapevolezza di sottoporsi solo a pochissime vaccinazioni, tra cui non rientra quella contro le malattie portate dalle zecche. Circa una persona su sei non sapeva di questa possibilità. Nonostante ciò, una persona su due in linea di massima potrebbe pensare di farsi vaccinare.

Gli intervistati tendono a ritenere più probabili vaccinazioni contro tetano (quasi 72 per cento), epatite (65 per cento), morbillo, rosolia e varicella (62 per cento). Un mero 30 per cento potrebbe invece pensare di sottoporsi al vaccino antinfluenzale.

Metodologia

600 utenti di comparis.ch hanno partecipato al sondaggio online svolto nel mese di giugno 2017. Il sondaggio non è rappresentativo per la Svizzera.

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