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UNICEF: Fame, violenza e colera, scenari da incubo per i bambini del Sud Sudan

In occasione della conferenza umanitaria dei donatori di Oslo, in Norvegia, l'UNICEF lancia un allarme: centinaia di migliaia di bambini, nei tre Stati più colpiti dal conflitto che sta lacerando la federazione del Sud Sudan, rischiano di morire e di ammalarsi, anche a causa del colera.

 

In tutto il paese, ben 50.000 bambini (0-5 anni) sono a rischio imminente di morte per malnutrizione, e 740.000 sono ad elevato rischio di insicurezza alimentare. Molti già ricorrono per alimentarsi ai cosiddetti "cibi della carestia", come erbe e bulbi. 

 

Sono inoltre oltre mezzo milione i bambini fra coloro che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione a causa delle violenze in corso dallo scorso dicembre.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon afferma che entro la fine di questo anno, metà dei 12 milioni di abitanti del Sud Sudan saranno in fuga, colpiti dalla fame o deceduti. Almeno la metà di questi sono bambini - le vittime più innocenti in quello che sta diventando sempre più un’emergenza che riguarda l’infanzia. I bambini e le donne costituiscono la maggioranza anche di coloro che fuggono nei paesi limitrofi.

 

«Il sogno di un Sud Sudan sicuro e tranquillo si è trasformato in un incubo per i suoi bambini» afferma il Vicedirettore generale dell'UNICEF Yoka Brandt. «In questo momento, i bambini del Sud Sudan hanno bisogno di assistenza umanitaria; hanno bisogno che i loro leader proteggano le loro vite, i loro diritti ed il loro futuro e hanno bisogno che il mondo li ascolti e porti avanti azioni in loro favore».

 

Già  circa l'80% dei bambini al di sotto dei cinque anni nei tre stati maggiormente colpiti dal conflitto – Jonglei, Upper Nile e Unity – è a elevato rischio di contrarre malattie e di morire. 

 

Benché 80.000 persone siano state vaccinare contro il colera nei mesi scorsi, il Ministero della Salute ha confermato l'esplosione di un'epidemia a Juba (la capitale federale del Sud Sudan). Il numero di casi di colera raddoppia ogni giorno (l'ultima cifra è di 130, fra cui molti bambini) e cresce la preoccupazione per questa malattia mortale. 

 

L'UNICEF ha contribuito a istituire un centro di cura del colera, fornendo tende per smistare e curare i pazienti, kit igienici, acqua potabile e soluzioni per la reidratazione orale. Nel corso delle ultime 24 ore, centinaia di operatori sanitari sono stati formati per sensibilizzare e mobilitare le comunità locali.

 

Le donne e le ragazze subiscono sempre più spesso aggressioni sessuali. Scuole e ospedali sono state bersaglio di attacchi o utilizzate dalle parti in conflitto. Più di 9.000 bambini sono stati reclutati nelle forze armate da entrambe le parti in lotta. Migliaia di bambini vengono separati dalle loro famiglie, nel Sud Sudan e nei paesi vicini.

 

Anche se continuano instancabili gli sforzi per fornire assistenza umanitaria, senza una soluzione politica complessiva e un quadro di costruzione della pace più ampio che porti alla coesione sociale, la crisi peggiorerà ulteriormente, con profonde conseguenze e un forte impatto sui più vulnerabili, in particolare i bambini.

 

L’UNICEF rinnova l’appello a tutte le parti a concedere accesso libero e sicuro all’assistenza umanitaria e a rispettare gli accordi per fermare la violenza contro i bambini, la violenza sessuale e quella di genere, oltre al reclutamento dei bambini. 

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