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Un esame del sangue per prevedere la probabilità di morire entro 5- 10 anni ?

E' possibile davvero predire il rischio di morte entro 10 anni? I ricercatori del Max Planck Institute for Biology of Ageing e del Leiden University Medical Center (LUMC) a Monaco di Baviera hanno trovato una combinazione di biomarcatori nel sangue che potrebbe aiutare a stimare la vulnerabilità alle malattie delle persone anziane negli studi clinici e potrebbe eventualmente essere utilizzata in studi di intervento sugli organismi modello che rallentano l'invecchiamento. Lo studio è pubblicato su Nature Communications. 

Gli scienziati hanno cercato in campioni di sangue di 44.168 individui alla ricerca di biomarcatori che sono indicativi della durata di vita residua di una persona. Dopo un'analisi approfondita, gli scienziati sono arrivati a una serie di 14 biomarcatori che includono, ad esempio, vari aminoacidi - i mattoni delle proteine - e livelli di colesterolo "buono" e "cattivo", equilibri di acidi grassi e infiammazioni.

"In combinazione, questi biomarcatori migliorano chiaramente la previsione del rischio di mortalità a 5 e 10 anni rispetto ai fattori di rischio convenzionali in tutte le età. Questi risultati suggeriscono che il profilo dei biomarcatori metabolici potrebbe potenzialmente essere utilizzato per guidare la cura del paziente, se ulteriormente convalidato in contesti clinici rilevanti- si legge nello studio- I 14 biomarcatori identificati sono coinvolti in vari processi, come il metabolismo delle lipoproteine e degli acidi grassi, la glicolisi, l'equilibrio dei fluidi e l'infiammazione. Anche se la maggior parte di questi biomarcatori sono stati associati in precedenza con la mortalità, questo è il primo studio che mostra il loro effetto indipendente se combinato in un unico modello".

La misurazione basata sul sangue è intesa come un primo passo verso un trattamento più personalizzato degli anziani, spiega il direttore dello studio Prof. Eline Slagboom. "Come ricercatori sull'invecchiamento, siamo ansiosi di determinare l'età biologica. L'età solare non dice molto sullo stato generale di salute degli anziani: una persona di 70 anni è sana, mentre un'altra può già soffrire di tre malattie. Abbiamo ora una serie di biomarcatori che possono aiutare a identificare le persone anziane vulnerabili, che potrebbero in seguito essere trattate".

Il test è risultato più accurato del 10% rispetto agli altri 'predittori' di aspettativa di vita esistenti. Secondo i ricercatori si tratta di un "passo avanti emozionante" ma - avvertono - "sono necessari ulteriori ricerche prima che un test del genere possa essere utilizzato come esame convenzionale".

L'insieme dei biomarcatori è anche un punto di partenza per studi paralleli in organismi modello. "La ricerca sull'invecchiamento negli organismi modello è più avanzata di quella sugli esseri umani. Per utilizzare queste conoscenze abbiamo bisogno di strumenti per confrontare gli studi sull'uomo e sugli animali e questo potrebbe essere uno di questi. Attualmente stiamo studiando se le sostanze identificate possono essere trovate nel sangue di organismi modello tipici come i topi e se sono interessati da interventi di invecchiamento", spiega Slagboom. I ricercatori stanno ora lavorando per rispondere a queste domande insieme al Cluster of Excellence for Aging Research dell'Università di Colonia.

Questo studio su larga scala è stato possibile grazie alla collaborazione di LUMC con le biobanche internazionali, BBMRI-NL (Biobanking and BioMolecular resources Research Infrastructure the Netherlands) e il Max Planck Institute for Biology of Ageing di Colonia.

Joris Deelen, Johannes Kettunen, Krista Fischer, Ashley van der Spek, Stella Trompet, Gabi Kastenmüller, Andy Boyd, Jonas Zierer, Erik B. van den Akker, Mika Ala-Korpela, Najaf Amin, Ayse Demirkan, Mohsen Ghanbari, Diana van Heemst, M. Arfan Ikram, Jan Bert van Klinken, Simon P. Mooijaart, Annette Peters, Veikko Salomaa, Naveed Sattar, Tim D. Spector, Henning Tiemeier, Aswin Verhoeven, Melanie Waldenberger, Peter Würtz, George Davey Smith, Andres Metspalu, Markus Perola, Cristina Menni, Johanna M. Geleijnse, Fotios Drenos, Marian Beekman, J. Wouter Jukema, Cornelia M. van Duijn, P. Eline Slagboom
A metabolic profile of all-cause mortality risk identified in an observational study of 44,168 individuals
Nature Communications, August 20th, 2019. DOI: 10.1038/s41467-019-11311-9

Antonio Caperna

 

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