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Tumori neuroendocrini (NET), board interdisciplinari a confronto su nuove cure e qualita' di vita

Qualità di vita dei pazienti colpiti da tumori neuroendocrini (Neuroendocrine Tumors - NET) e nuove prospettive di cura sono al centro della prima Milan NET Conference,  meeting tra board di esperti italiani e internazionali che ha aperto il dibattito sullo “stato dell’arte” della ricerca e della cura di queste neoplasie che colpiscono ogni anno in Italia circa 3mila persone, con un’incidenza di 4-5 nuovi casi ogni 100mila abitanti.

Le notizie emerse questa mattina dal confronto traspecialisti italiani e internazionali, che operano in sinergia pur occupandosi di discipline differenti, sono incoraggianti e rivelano nuove prospettive di cura e di miglioramento della qualità di vita dei pazienti. A partire da quelli affetti da tumore neuroendocrino sottoposti a trapianto di fegato: i dati illustrati dal team del dottor Vincenzo Mazzaferro, direttore del centro di Chirurgia dell’INT, rivelano infatti che la sopravvivenza dopo dieci anni dal trapianto di fegato per questi pazienti raggiunge l’80 per cento.

“Inoltre le terapie loco - regionali, ad esempio la radioembolizzazione, utilizzata da tempo in Istituto, ottengono formidabili risultati rispetto ad altri trattamenti  e permettono a un numero consistente di pazienti di arrivare all’asportazione del tumore o al trapianto - spiega il dottor Mazzaferro, coordinatore dell’iniziativa odierna.

Tra le novità, un nuovo biomarcatore del sangue permetterà presto di  monitorare l’andamento delle cure: “Il dottor Irvin M.Modlin della Yale School of Medicine ha illustratodati preliminari di studi clinici, secondo cui un nuovo biomarcatore potrà aiutare a identificare e monitorare l’andamento di queste neoplasie – continua Mazzaferro -.  Si tratta di un biomarcatore con firma genetica, composto da 51 geni, che potrà essere identificato attraverso un  semplice esame del sangue”.

La dottoressa Marianne Pavel dell’Università di Berlino ha invece presentato dati incoraggianti sull’ Everolimus, farmaco risultato efficace anche nei pazienti con malattia non operabile derivata dall’intestinoe non soltanto nei casi di malattia derivata dal pancreas.

“La scarsa informazione sui NET e il numero ridotto di centri specializzati in Italia impone uno sforzo di aggregazione di tutti coloro che possono contribuire al miglioramento dei risultati e all’avanzamento delle conoscenze su questi tumori – conclude Mazzaferro-. Oggi,per la prima volta, in una giornata di studio, oltre ad occuparsi di patologia e terapia, di farmaci a bersaglio molecolare e di chirurgia e della discussione di alcuni casi clinici, gli esperti – provenienti da Europa e USA – pongono l’attenzione sulla valutazione della qualità di vita dei pazienti: un’assoluta novità in quanto affrontata dal punto di vista di medici, di economisti e dei pazienti, presenti all’incontroe oggi riuniti in Associazioni a carattere nazionale come la Net Italy Onlus”.

Una speciale sessione pomeridiana è infatti dedicata agli aspetti correlati alla qualità di vita delle persone affette da queste neoplasie e al rapporto costo-beneficio delle cure oggi proponibili. “Il raggiungimento di livelli misurabili di buona qualità di vita di fatto potrebbe diventare l’obiettivo principale della ricerca clinica su questi tumori”, conclude Mazzaferro.

Il convegno si è svolto sotto il patrocinio della Società Europea del Tumori Neuroendocrini a cui l’Istituto Tumori contribuisce con il suo Centro-NET, dell’Università di Milano e della Regione Lombardia.

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