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Tumore prostata: 'epidemia' in Piemonte? “Urology Week 2015”. Incontro alle Molinette di Torino

In occasione della Giornata Europea sul tumore di prostata “Urology Week 2015”, l'Urologia dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino apre le porte ai pazienti.

Mercoledì 16 settembre dalle ore 15, presso l'Aula Lenti (1° piano padiglione Abegg lato corso Dogliotti), si terrà un incontro rivolto ai pazienti che devono affrontare la cura del tumore della prostata, o che hanno già effettuato la cura ma vogliono ritornare ad una vita completamente normale, o ancora agli uomini over 40 che vogliono avere informazioni su una corretta prevenzione della malattia. In collaborazione con l'associazione Vita Continua, i pazienti già operati forniranno la loro testimonianza.

Gli urologi, coordinati dal professor Paolo Gontero, saranno a disposizione per domande e chiarimenti, con un approfondimento sulla chirurgia robotica con il nuovo robot Da Vinci Xi. Una neocostituita associazione rivolta ai pazienti che vogliono approfondire il problema della prevenzione e della cura del tumore alla prostata metterà a disposizione dei cittadini un team costituito da volontari, medici specialisti in urologia e nelle cure riabilitative per un incontro di informazione e divulgazione.

Il tumore della prostata è da considerarsi ormai come una vera “epidemia”

In Piemonte esiste da anni un vero registro tumori. Secondo i dati del CPO, nel 2015 i nuovi casi di tumore prostatico saranno, solo nella nostra regione, 4240. Con una incidenza di 193 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Questo colloca il carcinoma prostatico di gran lunga al primo posto come incidenza tra tutti i tumori. Per esempio i nuovi casi di tumore al polmone sono “solo” 98 su 100.000 e quelli del colon retto sono 96 ogni 100.000 abitanti.

In tutti e tre i casi parliamo però di neoplasie il cui rischio aumenta con l’età e, nella nostra regione, la composizione della popolazione vede un gran numero di abitanti nelle fasce di età avanzate. Se, per esempio il Piemonte fosse “simile” per composizione di età al resto del mondo, allora l’incidenza di queste tre neoplasie scenderebbe a 79 nuovi casi per la prostata, 38,4 per il polmone e 38,2 per il colon ogni 100.000 abitanti. Un dato più confortante è la stima della mortalità. Nel 2015 si attendono in tutto 700 morti per questo tumore, a fronte di più di 1900 decessi per tumore polmonare e di 870 per tumori del colon. La mortalità per carcinoma prostatico è infatti “solo” di 32 eventi anno ogni 100.000 abitanti.

Questa è la dimostrazione più evidente di quanto questa malattia sia eterogenea, ma soprattutto in questi numeri è anche da leggersi l’efficacia dei nuovi approcci terapeutici nei confronti di questa malattia. Se uniamo questi elementi, cioè una malattia molto frequente, il più delle volte curabile con una buona sopravvivenza, deriva un dato ancora più clamoroso: la prevalenza di malattia, cioè il numero di persone viventi e con una diagnosi nota di tumore alla prostata, è pari a 1400 persone ogni 100.000 abitanti contro “solo” 188 per il polmone e 630 per il colon. Si tratta quindi di una malattia pesante per la sua frequenza e per i suoi costi sociali: nel 2015 vi saranno 1800 ricoveri chirurgici e più di 500 ricoveri medici a causa del carcinoma prostatico.

Se consideriamo il numero di giornate di degenza che vengono spese ogni anno in Piemonte per questo tumore i dati sono più confortanti: 4200 giornate di degenza (RO+DH) per la prostata, 24.000 per il polmone, 12.000 per il colon retto, 14.000 per le leucemie, 8000 per il fegato e 10.000 per il sistema nervoso centrale. Non parliamo quindi di una neoplasia molto “costosa” in termini economici, ma di un fenomeno che ha un alto peso sociale legato alla vera e propria diffusione “epidemica”.

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