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Tumore: immunoterapia e pembrolizumab. Intervista prof. Pinto #ASCO15

Intervista al prof. Carmine Pinto, Presidente AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica

Al Meeting ASCO 2015 di Chicago sono stati presentati i dati dello studio KEYNOTE-012 su pembrolizumab nel trattamento del tumore avanzato della testa e del collo: quali sono i risultati emersi?

I risultati emersi sono molto positivi: con l’utilizzo di questa terapia anti-PD-1 in pazienti pretrattati si è ottenuta una risposta in oltre il 20% dei casi. Sono numeri ancor più rilevanti se pensiamo che sono stati ottenuti in un tipo di tumore in cui da almeno 10 anni non abbiamo delle novità e che ad oggi non offre ai pazienti valide alternative terapeutiche, dimostrando la grande validità e utilità della ricerca sulle terapie anti-PD-1 nel trattamento di questa patologia.

 

Un altro studio su pembrolizumab presentato ad ASCO 2015 apre nuove prospettive nel trattamento di alcune forme tumorali che presentano carenza di DNA mismatch repair, come il tumore del colon-retto: quali strade potranno aprirsi in seguito a questi risultati?

Questo nuovo percorso di ricerca collega i risultati legati alle valutazioni genomiche del paziente all’uso delle terapie anti-PD-1. Il tumore del colon è una di quelle forme tumorali nel quale queste terapie finora non avevano mostrato efficacia: oggi siamo riusciti a capire che chi ha una deficienza di mismatch repair sviluppa più epitopi e quindi questi pazienti risultano sensibili anche a un trattamento con anti-PD-1. Nei pazienti che hanno fatto anche 3 linee di terapia si è ottenuto un 60% di response rate; chiaramente si tratta di un piccolo gruppo, circa il 4-5% dei pazienti con malattia metastatica, ma per questi pazienti si apre sicuramente una strada importante.

 

Gli ultimi studi confermano il potenziale clinico dell’attività antitumorale di pembrolizumab nel trattamento di diversi tipi di tumore. Sono 30 le forme tumorali per le quali pembrolizumab è in studio, quali sono i risultati più rilevanti ottenuti finora?

L’immunoterapia è una pagina molto importante per l’oncologia, un settore molto promettente e con un grande potenziale sul quale probabilmente ci sarà molto da lavorare nei prossimi anni.

Pembrolizumab, come terapia anti-PD-1, ha ottenuto a oggi risultati rilevanti soprattutto nel melanoma in prima e in seconda linea e nel tumore del polmone, che si aggiungono ai tanti dati che oggi abbiamo a disposizione.

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