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Tumore alla prostata, mappa 3D guida la biopsia

Da un mix di immagini provenienti da Risonanza Magnetica ed Ecografia nasce la “biopsia per fusione”, tecnica che permette di guidare la biopsia del tumore alla prostata, riuscendo ad indagare tutte le zone sospette.

La “biopsia per fusione”, utilizzata in Humanitas dall’équipe di Urologia guidata dal prof. Giorgio Guazzoni, consente di mirare in maniera estremamente precisa le zone evidenziate dalla Risonanza Magnetica, trasferendo le informazioni acquisite sull’immagine ecografica. Il risultato è una mappa tridimensionale che guida la biopsia, utile a ricostruire nel dettaglio la localizzazione e il volume del tumore. Cosa cambia rispetto al passato? In casi selezionati o dubbi (ad esempio pazienti con precedente biopsia negativa ma con indicatori di rischio di tumore), questa tecnica permette di effettuare un campionamento mirato, evitando biopsie multiple. Rispetto ai dodici prelievi compiuti in media dal chirurgo, la “fusion imaging” consente di ridurre i prelievie soprattutto di “mirare” con altissima precisione il punto esatto in cui si trova e cresce il tumore.

 

“La biopsia per fusione - spiega il prof. Giorgio Guazzoni, responsabile dell’Unità Operativa di Urologia di Humanitas e docente di Humanitas University - aumenta la precisione ed evita di dover pungere più volte la stessa zona, poiché permette di mirare al bersaglio indicato dalla Risonanza Magnetica fuso con l’ecografo. L’accoppiamento delle due immagini, frutto della tecnologia, può determinare un aumento delle percentuali di “detection rate” (meno tumori passano inosservati), e una riduzione del numero dei prelievi (solo quelli davvero necessari vengono effettuati). Si tratta di un’esperienza innovativa, unica in Lombardia molto importante se consideriamo che il carcinoma prostatico è il tumore più diffuso negli uomini”. 

 

Il prof. Giorgio Ferruccio Guazzoni

È uno dei maggiori esperti a livello nazionale e internazionale nell’utilizzo clinico di nuove tecnologie, fra cui il robot Da Vinci, nell’ambito delle malattie dell’apparato urogenitale. In Humanitas da dicembre 2014 dopo 20 anni di attività presso l’ospedale S. Raffaele, il prof. Guazzoni affianca all’attività clinica un’intensa attività di ricerca. I suoi interessi spaziano dai trattamenti mininvasivi laparoscopici e robot-assistiti alla terapia focale, dallo studio di markers biochimici e genetici nella diagnosi al follow-up delle principali patologie tumorali. È membro dell'American Urological Association, dell'European Association of Urology, della Società Italiana di Urologia e della Società Italiana di Endourologia.Sul fronte della ricerca, il prof. Guazzoni ha condotto un importante studio sui surreni che lo ha portato a realizzare, primo in Europa, una surrenectomia, operazione chirurgica che consiste nell'asportazione di uno o entrambi i surreni.

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