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Tubercolosi (TBC), nuove indicazioni su prevenzione dal contagio in Piemonte

Il Piemonte è una delle regioni italiane considerate a bassa endemia di tubercolosi (<10 casi ogni 100.000 abitanti), in base ai rilevamenti del sistema di sorveglianza regionale. I dati disponibili più recenti indicano una presenza della tubercolosi limitata a specifici gruppi di popolazione, permettendo di individuare gli ambiti sui quali è opportuno concentrare l’attenzione e le attività di prevenzione.

 

Come noto, la tubercolosi rientra tra i più importanti problemi di salute a livello globale. Le strategie di contrasto alla sua diffusione, attuate a livello mondiale su indicazione dell’OMS, hanno fatto registrare una riduzione dell’incidenza. Pur essendo almeno in Piemonte la casistica assai ridotta, è utile potenziare le attività per l’interruzione del contagio e la cura preventiva delle persone che possono essersi infettate e sviluppare la malattia anche a distanza di molti anni.

L’assessorato alla Sanità ha incaricato il SeReMi, Servizio regionale di riferimento per le malattie infettive, di realizzare un documento intitolato “Indicazioni operative per la gestione dei contatti di caso di tubercolosi e ricerca del caso fonte” che raccoglie e adatta al contesto piemontese le numerose indicazioni e linee guida nazionali e internazionali dedicate alla gestione dei contatti di tubercolosi e alla ricerca del caso fonte. In particolare, sono da rafforzare le attività rivolte ad alcune fasce di popolazione: chi vive in aree metropolitane, svolge professioni a rischio (personale medico ed infermieristico, volontari della protezione civile o le forze dell'ordine che operano nelle aree ove è più frequente l'arrivo di migranti, personale addetto alle operazioni di pulizia e disinfezione di ricoveri che hanno ospitato pazienti infetti o sospetti di infezione) o proviene da paesi ad alta endemia, è coinvolto in focolai originati da casi particolarmente contagiosi. Queste nuove indicazioni operative arricchiscono la complessiva attività piemontese di sorveglianza e lotta alla TB che vede i suoi caposaldi nella diagnosi clinica e di laboratorio precoce, nella cura tempestiva dei casi e, come indica il documento, nella rapida individuazione di chi può essere stato infettato da un caso contagioso e nel suo tempestivo trattamento.

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