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Trasporto di cloro: avviato un progetto comune per la prevenzione dei rischi in Svizzera

L’amministrazione e il settore economico intendono tenere sotto controllo i rischi legati al trasporto di cloro per ferrovia. Ieri sotto la direzione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) hanno avviato un progetto in tal senso.

Entro fine 2015 verranno cercate e analizzate misure precauzionali adeguate. In seguito verranno stabilite le fasi di realizzazione che consentiranno anche in futuro di prevenire rischi non sopportabili.

Sotto la guida dell'UFAM e con il coinvolgimento dei Cantoni interessati (Ginevra, Vaud, Vallese e Basilea), le organizzazioni addette al trasporto di cloro per ferrovia - ossia ferrovie federali svizzere (FFS), associazione delle industrie chimiche, farmaceutiche e biotecnologiche (scienceindustries), proprietari di vagoni cisterna (VAP) e Ufficio federale dei trasporti (UFT) - hanno analizzato la situazione del trasporto di cloro sull'arco lemanico in occasione di uno scambio di informazioni nel settembre 2014. Sono giunti alla conclusione che in considerazione dello sviluppo e della densificazione previsti degli insediamenti negli agglomerati di Ginevra e Losanna-Morges, nei prossimi 10-20 anni i rischi al momento accettabili potrebbero non essere più sopportabili e ciò anche mantenendo al livello attuale il volume dei trasporti.

Di comune accordo, i rappresentanti del settore economico e dell'amministrazione hanno deciso ieri di analizzare in modo più approfondito entro fine 2015 le seguenti opzioni:

  • misure di pianificazione del territorio e edili volte a migliorare la protezione delle zone e delle costruzioni interessate;
  • limitazione e gestione dei trasporti di cloro e ulteriori miglioramenti ai vagoni cisterna;
  • produzione di cloro là dove viene utilizzato e acquisto attraverso vie di comunicazione alternative.

Per poter ridurre a breve termine i rischi nelle regioni densamente abitate di Ginevra e di Losanna, a partire dal cambiamento di orario 2015 le FFS, d'intesa con i partner nella filiera dei trasporti, aggireranno la stazione di smistamento di Ginevra La Praille e ridurranno a 40 chilometri orari la velocità massima dei treni che trasportano cloro nei nodi ferroviari di Ginevra e di Losanna-Renens.

La base della collaborazione è costituita dall'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti e dal metodo per la stima dei rischi derivanti dal trasporto di merci pericolose (il cosiddetto screening) sviluppato congiuntamente. Con l'ausilio di questo metodo, l'UFT pubblica periodicamente una panoramica dei rischi (l'ultima volta nel rapporto sullo screening 2011). Il metodo è già stato utilizzato nel 2002 per stimare i rischi derivanti dal trasporto di cloro. L'adozione di misure mirate (p. es. miglioramento dei vagoni cisterna e il loro equipaggiamento con un sistema antideragliamento) in base ai risultati del rapporto avevano consentito di ridurre i rischi a un livello sopportabile.

Il metodo permette anche di valutare le conseguenze di nuovi sviluppi, ciò che è stato fatto per la linea ferroviaria che costeggia il lago Lemano. Gli scenari relativi allo sviluppo degli insediamenti secondo i programmi di agglomerato cantonali per l'arco lemanico fanno presupporre un aumento dei rischi. A seconda del grado di densificazione degli insediamenti con posti di lavoro e abitazioni, è da prevedere che fra 10-20 anni singole o più tratte del percorso di trasporto dalla Francia al Vallese presenteranno rischi non sopportabili. L'amministrazione e il settore economico vogliono contrastare in modo congiunto e preventivo questa evoluzione e adottare misure adeguate.

Nell'industria chimica, il cloro è utilizzato per la fabbricazione di materiali per oggetti di uso quotidiano (p. es. mobili ed elettrodomestici) e di materie plastiche e materiali edili di vario genere. I prodotti clorurati sono impiegati anche per la produzione di farmaci e prodotti fitosanitari.

Il trasporto di grandi quantità avviene solo per ferrovia. Il trasporto su strada è più pericoloso e in Svizzera è stato limitato per legge a piccoli quantitativi. Un'azienda del Cantone di Basilea Campagna dispone di un impianto per la produzione di cloro. I quantitativi rimanenti di questo gas utilizzati in Svizzera provengono da impianti situati in Europa, in particolare in Francia. Il cloro viene dunque trasportato dall'impianto di produzione lungo l'arco lemanico fino agli stabilimenti dei principali consumatori nel Canton Vallese.

A condizioni normali, il cloro, un gas trasportato in forma liquida sotto pressione, ha un odore pungente. Poichè reagisce molto facilmente è quindi tossico anche per l'uomo, soprattutto se inalato. Nei polmoni, il gas inalato reagisce, si trasforma in acido cloridrico e può causare la morte già in piccole quantità. Il gas è più pesante dell'aria e in caso di emissione si diffonde a livello del suolo per diverse centinaia di metri. Senza misure di protezione adeguate mette quindi in pericolo anche le persone che non abitano nelle immediate vicinanze del luogo dell'incidente.

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