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TRAPIANTO DI FEGATO: I CONSIGLI PER TORNARE ALLA VITA QUOTIDIANA

Aumenta il numero dei donatori in Italia (+9%) nell’ultimo anno, con un trend in crescita negli ultimi 5 anni (+29%), e di conseguenza cresce anche il numero dei trapianti effettuati. In particolare quelli di fegato sono passati dai 1220 del 2016 ai 1304 del 2017.

Oltre il 10% di questi interventi dipende da una infezione da virus dell’epatite B. Se infatti nella maggior parte dei casi, chi va incontro a una infezione acuta è in grado di contrastare efficacemente il virus, producendo anticorpi, in molti altri persiste la sua presenza e nel 15-25% dei casi ci può essere l’evoluzione in fibrosi del fegato con potenziale sviluppo di cirrosi e rischio poi di sviluppare tumore del fegato. In generale il trapianto di fegato risulta essere la migliore opzione terapeutica nei casi di pazienti con una malattia epatica molto avanzata.

Per promuove la donazione di organi e supportare i pazienti dopo un trapianto al fegato è stata messa online la piattaforma di servizi informativi ‘Carica Vitale’ (www.caricavitale.it). Navigando nel sito sono disponibili informazioni sul trapianto di fegato, indicazioni su come prepararsi, le liste di attesa, i consigli legali tramite ausilio di avvocati, un programma educazionale innovativo con suggerimenti sui corretti stili di vita, strumenti per la salute e per ricordare la somministrazione dei farmaci, e infine una Community, per condividere l’esperienza del trapianto e la forte gratitudine verso il donatore. «Con "Carica Vitale" vogliamo far sentire il paziente trapiantato al centro di un mondo che gira intorno a lui- afferma Giuliano Tagliabue, Vice-President per l’area Europe South di Biotest AG, azienda di emoderivati - È nostro intento fargli percepire che il suo ruolo è da protagonista e che la scienza è solo uno strumento al servizio del suo benessere. E poi vogliamo anche dare il nostro contributo a realizzare un diverso modo di fare medicina, che prediliga la semplicità, la passione e l’attenzione al paziente».

Per proteggere ancor di più i malati dopo il trapianto, la ricerca mette a disposizione da qualche tempo, anche in Italia, una immunoglobulina anti-epatite B per somministrazione sottocutanea, al fine proprio di prevenire la reinfezione del fegato trapiantato nei portatori del virus B. La via sottocute, grazie alla sua praticità, consente una facile autosomministrazione settimanale, migliorando la qualità della vita del paziente. «Fin dal lancio della nostra immunoglobulina è stata forte la convinzione di voler rendere un servizio ai nostri pazienti –aggiunge Tagliabue- L’obiettivo è di offrire prodotti efficaci, sicuri e innovativi, di collaborare alla creazione di progetti e supportare iniziative in ambito sociale, al fine di promuovere la cultura della sicurezza e della qualità di vita. Un altro importante cardine della ‘mission’ di Biotest è di valorizzare le persone presenti in azienda, attrarre giovani talenti e fare dell’azienda un luogo di lavoro basato sulla meritocrazia».

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