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TOSCANA: PARTE IL PROGETTO DI RETE ONCOLOGICA NAZIONALE

La Rete Oncologica Toscana con i suoi 20 anni è insieme al Piemonte la più antica tra le Regioni dello Stivale. Vent'anni di esperienze e di lavoro che hanno tracciato una strada, fino a quel momento intentata, che può essere d'aiuto e di ispirazione sia per le neonate reti regionali sia per la creazione di una rete oncologica nazionale.

Per fotografare in maniera precisa lo stato attuale del lavoro toscano si è tenuto il convegno Oncorete, Sharing and Innovation System. L'evento organizzato da Motore Sanità con il patrocinio di Regione Toscana, ISPRO e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha riunito i principali attori della Rete Toscana. Dirigenti medici e dirigenti della Regione hanno quindi avuto un terreno di discussione comune per mettere a fuoco i risultati, discutere su possibili migliorie al sistema attuale e indicare la direzione da prendere per il futuro.

“Il tema della governance nelle reti oncologiche è centrale – dichiara Gianni Amunni, Direttore Generale Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO) Regione Toscana - in un sistema complesso e articolato, come quello di una rete, è fondamentale avere programmi condivisi ruoli definiti delle diverse istituzioni sanitarie, link strutturati nei percorsi assistenziali interaziendali. Condividere regole, definire volumi appropriati per le singole patologie – prosegue Amunni - governare l'accesso all'innovazione e all'alta specializzazione richiedono una assunzione collettiva di responsabilità che tutti gli attori coinvolti quali, la regione, le Aziende Sanitarie, i professionisti fino alle associazioni dei pazienti. In Toscana ISPRO è la risposta forte e innovativa ai temi della governance – aggiunge il medico - e della reale operatività della rete oncologica". Inoltre il DG di ISPRO sottolinea come la rete deve aiutare sì gli operatori del settore, ma deve essere un valore aggiunto per offrire risposte ai malati oncologici anche fuori dalle strutture ospedaliere.

“Un altro grande successo delle Rete Oncologica Toscana – conclude Amunni – è stato la creazione del Call Center Oncologico che in maniera gratuita offre risposte ai pazienti e ai loro familiari e non solo, perché da quando è operativo ha aiutato anche noi a migliorare il servizio in generale”. La rete Oncologica, soprattutto in questo momento, deve far fronte a budget di spesa sempre più limitati anche nel campo farmacologico dove la Regione sta rientrando da uno sforamento del budget che nel 2018 era di 80milioni di euro. 

“In questi ultimi anni l'opinione pubblica ha sviluppato una attenzione critica a livello mondiale sulle dinamiche che regolano il prezzo dei farmaci – dichiara Roberto Banfi, Responsabile del Settore Politiche del Farmaco e Dispositivi Regione Toscana - sull'etica del drug pricing, sulla possibilità di accesso alle cure, specie in oncologia. Ed in questo panorama solo una corretta e condivisa governance dei farmaci oncologici – prosegue Banfi - è lo strumento utile e necessario per garantire la sostenibilità delle cure, sia in presenza che in assenza dei fondi dedicati. L'arrivo delle nuove terapie CAR-T - conclude il manager - anche per i tumori solidi probabilmente renderà obsolete molte terapie attualmente in uso, ed il loro valore terapeutico aggiunto ci aprirà nuovi orizzonti di cura e di risultati. Ma anche di "valore" e di costo dei farmaci”.

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