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Terrorismo, la paura e' donna. Sondaggio Eurodap nel nuovo libro di Paola Vinciguerra

Dilaga la paura del terrorismo soprattutto tra le donne italiane tra 25 e 55 anni. I più giovani sono meno spaventati e gli uomini adulti temono i viaggi.

Sono questi alcuni dei dati del sondaggio on line raccolti dall’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico che ha voluto misurare l’incidenza del terrorismo sulla vita degli italiani.

Dei risultati del sondaggio si è parlato a Roma nel corso della presentazione del nuovo libro di Paola Vinciguerra e Eleonora Iacobelli “Terrorismo. Impariamo a vincere la paura” (Minerva Edizioni), a Villa Marcadante.

Al questionario hanno risposto 1300 persone
“Secondo i dati raccolti dall’Eurodap, per i giovani tra i 18 e i 25 anni, il terrorismo non ha inciso fortemente sull'organizzazione della loro vita – spiega Paola Vinciguerra Presidente Eurodap - Solo nel 20% dei casi è stata descritta un’attenzione nel quotidiano specialmente nell'uso dei mezzi di trasporto. Non dà sicurezza la maggior presenza di controllo negli aeroporti, stazioni o in città, anzi crea fastidio. Il livello di paura non è alto ed è relativo al periodo immediatamente dopo un attentato”.


“Sono le donne ad avere più paura del terrorismo che ha cambiato il loro approccio alla vita di tutti i giorni secondo quanto riferito dal campione costituito da donne tra i 25 e i 55 anni – afferma la Vinciguerra – il 70 % delle donne intervistate ha dichiarato che il fenomeno terrorismo è entrato come forte elemento condizionante della propria vita. Influenza il movimento in città, le scelte delle mete turistiche ma anche la scelta di programmi giornalieri, fare shopping nei centri commerciali, andare al cinema, andare al ristorante, frequentare luoghi affollati anche in strada.

“Quando ci sono di mezzo i figli la paura aumenta e l’evitamento intorno a tutto ciò che riguarda il controllo di eventuali situazioni pericolose è totale – aggiunge – Per l’80 % del campione femminile la presenza delle forze dell’ordine dà una sensazione molto importante di protezione”.

Per quanto riguarda il campione degli uomini adulti tra i 25 e i 55 anni, il 60 per cento ha affermato che il terrorismo ha modificato alcune abitudini di vita in modo particolare per quanto riguarda la scelta dei viaggi.

Sono anche loro particolarmente protettivi nei confronti dei figli.   La maggiore presenza delle forze dell’ordine non li rassicura.

“Per combattere il terrorismo – dice la Vinciguerra anche presidente della Clinica dello stress e Supervisore EMDR - abbiamo innalzato barriere, intensificato i controlli, abbiamo reso più rigidi i nostri comportamenti, tentiamo di prevedere le situazioni a rischio. Il risultato di queste azioni è stato finora di limitare, forse, i danni, ma ha inevitabilmente aumentato il livello di paura, quindi di stress. Perciò le precauzioni adottate non servono a nulla, se non ad illuderci di vivere al sicuro.  Per combattere il terrorismo dobbiamo  lavorare su noi stessi, cercando di migliorare cioè il nostro stato emotivo per vivere non sentendoci più minacciati.  Bisogna imparare a interpretare la propria vita, diventando attori che incidono sul percorso degli eventi e non comparse che debbono solo proteggersi rispetto a realtà minacciose nei confronti delle quali non possono nulla. Il libro scritto con Eleonora Iacobelli ci aiuta in questo”. 

 

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