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Terremoto e bambini, un vademecum e un numero verde per i genitori

Vivere con una scossa di terremoto sotto i piedi ogni 3-4 minuti (Ingv) non è facile per nessuno, specialmente per i bambini. Sono loro ad aver maggior bisogno di essere supportati per comprendere ciò che sta accadendo, affrontare le paure e ritrovare dei punti di riferimento.

 

Sin dalle prime ore dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto la Fondazione Patrizio Paoletti - attiva da oltre 15 anni con progetti a sostegno dell’infanzia in campo educativo, formativo e didattico - ha messo a disposizione un vademecum redatto da pedagogisti e psicologi esperti per aiutare genitori, parenti, educatori e insegnanti ad affrontare il trauma del sisma insieme ai più piccoli.

Il decalogo di consigli si può scaricare sul sito www.fondazionepatriziopaoletti.org. 1.800 copie cartacee, inoltre, sono state distribuite dai volontari della Fondazione direttamente nei campi di Acquasanta Terme, Cagnano, Santa Maria, Arquata.

Per supportare le famiglie, la Fondazione Paoletti ha attivato anche il numero verde 800 858440 al quale risponde un'equipe di psicologi, counselor e pedagogisti che fornisce indicazioni utili su come gestire con i bambini le notizie sul sisma e sui comportamenti più adeguati da tenere per favorire il superamento del disagio post-terremoto. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30.

 

Ecco, in breve, le 10 linee guida individuate dagli esperti della Fondazione Paoletti nel vademecum Come comportarsi con i propri figli in caso di terremoto:

Risorse - “per prima cosa individua tutte le risorse messe a disposizione dalla protezione civile”.

Tu sei d’esempio - “ricordati che il bambino guarda a te, ricopia le tue emozioni, il tuo stato d’animo”.

Crea le condizioni - “allontanati dalle macerie, cerca il più possibile di stare con lui, non esporlo a eccessive stimolazioni (televisione, video giochi, folle)”.

Riconoscere il bisogno - “in queste condizioni il bambino può aver bisogno di un sostegno, ma molto spesso non lo esprime a parole”.

Le abitudini che aiutano - “trova più volte nella giornata un momento in cui condividere con il tuo bambino un’abitudine cara, come una canzone o un gioco che facevate insieme”.

Ritrovare i riferimenti - “se puoi dagli la possibilità di usare un giocattolo o un oggetto (possibilmente integro), al quale era particolarmente affezionato”.

La regolarità che sostiene - “cerca di stabilire per la tua famiglia un ritmo quotidiano definito da orari regolari, come ad esempio quelli dei pasti e del gioco”.

Il sonno - “non forzare l’addormentamento, accompagnalo al riposo con la tua presenza, spegni tv, videogiochi e radio, almeno mezz’ora prima dell’addormentamento”.

Raccontare l’evento - “usa parole semplici e comprensibili, parla con calma, usa sempre la stessa versione, casomai arricchendola di volta in volta, esplicita che gli aiuti ci sono e stanno arrivando”. La forza del gruppo - “potrai aiutare il bambino anche dimostrando la tua disponibilità e forza d’animo partecipando alle attività a sostegno della tua comunità”.

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