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TERAPIA MELANOMA, NIVOLUMAB: APPROVAZIONE ACCELERATA DA FDA

 

Bristol-Myers Squibb ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA), l’ente regolatorio americano, ha approvato nivolumab, per uso endovenoso. Nivolumab è un anticorpo umano che blocca il recettore PD-1 (programmed death-1) indicato per il trattamento dei pazienti con melanoma non operabile o metastatico e in progressione dopo terapia con ipilimumab e, in caso di mutazione di BRAF V600, con un inibitore di BRAF.

Questa indicazione ha ricevuto l’approvazione con procedura accelerata sulla base del tasso di risposta tumorale e della durata della risposta. Sarà necessario generare dati che ne confermino il beneficio clinico. Il melanoma metastatico è la forma più letale di tumore della pelle e, nonostante i recenti passi in avanti, vi sono limitate opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti già trattati con i farmaci approvati.

“Bristol-Myers Squibb è orgogliosa di poter offrire ai pazienti con melanoma non operabile o metastatico, una delle forme più aggressive di cancro, in progressione di malattia un’importante nuova opzione terapeutica”, ha detto Lamberto Andreotti, chief executive officer, Bristol-Myers Squibb.

“L’approvazione di nivolumab, l’ultimo farmaco ‘breakthrough’ della nostra pipeline in immuno-oncologia, dimostra l’impegno della nostra azienda per soddisfare i bisogni di questi pazienti e guidare il progresso dell’immuno-oncologia”.

Nivolumab è associato ad eventi avversi immuno-mediati come polmonite, colite, epatite, nefrite e insufficienza renale, ipotiroidismo e ipertiroidismo, altre reazioni avverse e a tossicità embrio-fetale. Vedi la sezione "Importanti informazioni di sicurezza".

 

 

Nivolumab ha mostrato un tasso di risposta del 32%

Nivolumab è l’unico inibitore di PD-1 che ha dimostrato la sua efficacia in uno studio di fase 3 in pazienti con melanoma avanzato già trattati e in progressione con ipilimumab e, in presenza di mutazione BRAF, con un inibitore di BRAF. L’efficacia di nivolumab è stata valutata in un’analisi ad interim pianificata, non comparativa, in singolo braccio dei primi 120 pazienti che hanno ricevuto nivolumab con almeno 6 mesi di follow-up nello studio di fase 3 CheckMate -037.

Nivolumab ha raggiunto un tasso di risposta del 32% (IC 95%: 23 - 41) (38/120) a un dosaggio di 3 mg/kg in infusione endovenosa di 60 minuti ogni 2 settimane. Il 3% dei pazienti (4/120) ha ottenuto una risposta completa e il 28% (34/120) una risposta parziale. In 33 (87%) dei 38 pazienti che hanno risposto, la risposta era in corso al momento dell’analisi con una durata compresa fra 2,6 e 10 mesi; in 13 di questi pazienti le risposte erano in corso da almeno 6 mesi. Le risposte a nivolumab erano osservate indipendentemente dallo stato mutazionale BRAF.

Il profilo di sicurezza di nivolumab è stato dimostrato nello studio di fase III CheckMate -037. Reazioni avverse gravi si sono verificate nel 41% dei pazienti trattati con nivolumab. Reazioni avverse di grado 3 e 4 si sono manifestate nel 42% di pazienti trattati con nivolumab. Le più frequenti reazioni avverse di grado 3 e 4, riportate in percentuale compresa fra 2% e <5% dei pazienti trattati con nivolumab, sono state dolore addominale, iponatremia, aumento dei livelli di aspartato aminotransferasi e lipasi. La reazione avversa più comune (≥ 20%) riportata con nivolumab era il rush cutaneo. Vedi la sezione “Importanti informazioni di sicurezza”.

 

“L’approvazione di nivolumab offre a pazienti e medici una nuova importante opzione terapeutica per i pazienti con limitate possibilità di trattamento” ha detto Jeffrey S. Weber, direttore del Donald A. Adam Comprehensive Melanoma Research Center al Moffitt Cancer Center. “È la prima volta che un anticorpo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 ha mostrato un tasso di risposta del 32% in uno studio clinico randomizzato di fase III in pazienti con melanoma non operabile o metastatico, in cui la malattia è progredita dopo la terapia di prima linea”. L’efficacia è stata valutata in un’analisi ad interim non comparativa, pianificata, in singolo braccio, dei primi 120 pazienti che hanno ricevuto nivolumab nello studio CheckMate -037 con follow-up minimo di 6 mesi.

“La progressiva affermazione di terapie immuno-oncologiche efficaci in grado di trattare con successo il melanoma metastatico ha rafforzato il campo dell’immunologia dei tumori nella convinzione che questi trattamenti avranno un ruolo centrale nelle strategie terapeutiche per i pazienti oncologici”, ha detto Jill O’Donnell-Tormey, CEO e director of Scientific Affairs al Cancer Research Institute, organizzazione no-profit dedicata al miglioramento della scienza dell’immuno-oncologia.

 

Lo studio CheckMate -037

CheckMate -037 è uno studio randomizzato di fase III che ha valutato nivolumab alla dose di 3 mg/kg (n=268), somministrato ogni due settimane, o chemioterapia (n=102) (basata, a scelta del medico, su dacarbazina in monoterapia alla dose di 1000 mg/m² ogni tre settimane e la combinazione di carboplatino, AUC=6 ogni tre settimane, e paclitaxel alla dose di 175 mg/m² ogni tre settimane) in pazienti con melanoma avanzato già trattati, in progressione dopo aver ricevuto ipilimumab e, in caso di mutazione di BRAF, un inibitore di BRAF. Con nivolumab non è necessaria alcuna premedicazione.

 

Obiettivo primario di questa analisi di CheckMate -037 era il tasso di risposta obiettiva (ORR). CheckMate -037 ha coinvolto 90 centri in 14 Paesi. Lo studio clinico è ancora in corso e valuterà anche un eventuale beneficio di sopravvivenza.

Tra i pazienti trattati con nivolumab (n=120), il 76% aveva malattia in stadio M1C, il 18% storia di metastasi cerebrali e il 56% livelli elevati di LDH. L’età mediana era di 58 anni e il 22% è risultato positivo alla mutazione di BRAF V600.

 

Vie immunitarie distinte

Nivolumab è approvato per l'uso nei pazienti precedentemente trattati con ipilimumab. Anche se sono entrambi immunoterapie, PD-1 e CTLA-4 sono vie di checkpoint immunitario distinte.

 

 

Programma di sviluppo clinico di nivolumab

Bristol-Myers Squibb ha un vasto programma di sviluppo clinico per testare nivolumab in molti tipi di tumore con più di 50 studi - in monoterapia o in combinazione con altre terapie - nei quali sono coinvolti più di 7.000 pazienti arruolati in tutto il mondo.

 

Melanoma metastatico

Il melanoma è un tipo di tumore della pelle caratterizzato da una crescita incontrollata delle cellule che producono il pigmento (melanociti), localizzate nella cute. Il melanoma metastatico è la forma più letale della malattia e si manifesta quando il tumore si diffonde oltre la superficie della pelle ad altri organi, come linfonodi, polmoni, cervello e altre aree del corpo. L’incidenza di melanoma è in aumento, da almeno 30 anni. Nel 2014 negli Stati Uniti sono stati stimati 76.100 nuovi casi di melanoma. Il melanoma è, nella maggior parte dei casi, curabile se trattato negli stadi iniziali. Tuttavia, in stadio avanzato, il tasso medio di sopravvivenza è storicamente di appena sei mesi, con un tasso di sopravvivenza a un anno del 25,5%, rendendo questo tumore una delle forme di cancro più aggressive.

 

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