IT   EN

Ultimi tweet

Terapia dermatite atopica, tralokinumab raggiunge gli endpoint primari e secondari

LEO Pharma A/S, Azienda leader globale in dermatologia medica, ha annunciato i risultati in cui tralokinumab 300 mg, somministrato per via sottocutanea ogni due settimane, ha dimostrato efficacia e sicurezza con o senza l’uso concomitante di un corticosteroide topico (TCS) in tre studi di Fase III (ECZTRA 1-3) per il trattamento di adulti con dermatite atopica (DA) da moderata a grave. I risultati sono stati presentati online al virtual meeting – AAD VMX- dell’Accademia Americana di Dermatologia (American Academy of Dermatology, AAD)3,4.

Tralokinumab è una terapia sperimentale in corso di sviluppo clinico e la sua efficacia e sicurezza sono in corso di valutazione da parte delle Autorità Regolatorie. Tralokinumab è un anticorpo monoclonale completamente umano che neutralizza in modo mirato l’interleuchina 13, uno dei principali driver dell’infiammazione cronica nell’ambito della DA.[i],[ii]

In tutti e tre gli studi, tralokinumab ha raggiunto gli endpoint primari alla settimana 16, valutati attraverso il raggiungimento di una pelle priva o quasi priva di lesioni (IGA 0/1) alla scala “Investigator Global Assessment” e un miglioramento di almeno il 75% alla scala “Eczema Area and Severity Index” (EASI-75). Tralokinumab, quando somministrato una volta ogni due settimane con o senza l’uso concomitante di TCS, ha anche dimostrato miglioramenti significativi negli endpoint secondari a 16 settimane, che hanno incluso l’estensione e la gravità delle lesioni cutanee, il prurito e gli indici di qualità della vita connesse alla salute. Gli endpoint secondari che valutano i segni e sintomi di DA sono stati misurati in base ai cambiamenti dei seguenti punteggi: SCORing Atopic Dermatitis (SCORAD), Pruritus Numeric Rating Scale (NRS) e Dermatology Life Quality Index (DLQI).3,4

Negli studi in monoterapia ECZTRA 1 e 2, la maggioranza dei pazienti trattati con tralokinumab 300 mg ogni due settimane che ha raggiunto una risposta clinica alla settimana 16 (IGA 0/1 o EASI-75) l’ha mantenuta alla settimana 52 senza l’uso di TCS.3

Nello studio di combinazione ECZTRA 3, un numero significativamente maggiore di pazienti trattati con tralokinumab più TCS ha raggiunto IGA 0/1 (39%) e/o EASI-75 (56%) alla settimana 16 rispetto ai pazienti trattati con placebo più TCS (rispettivamente 26% e 36%; p=0,015 e p<0,001 per IGA 0/1 ed EASI-75).4

Inoltre, la maggioranza dei pazienti che ha risposto alla settimana 16 ha mantenuto la risposta alla settimana 32 continuando con due diverse frequenze di dosaggio di tralokinumab. Nove pazienti su dieci randomizzati a continuare il dosaggio di tralokinumab ogni due settimane combinato con un TCS hanno mantenuto una pelle priva o quasi priva di lesioni alla settimana 32, mentre otto pazienti su dieci randomizzati a continuare il dosaggio ogni quattro settimane combinato con un TCS hanno mantenuto una pelle priva o quasi di lesioni alla settimana 323,4.

Tralokinumab ha mostrato un profilo di sicurezza comparabile al placebo su 52 settimane relativamente ai valori complessivi di frequenza e gravità degli eventi avversi (EA).3,4

“In considerazione del grave impatto fisico, sociale ed emotivo della dermatite atopica moderata -grave, è d’importanza cruciale offrire ai pazienti ulteriori opzioni terapeutiche”, ha affermato la prof.ssa Ketty Peris, prof. Ordinario di Dermatologia dell’Università Cattolica di Roma e Direttore UOC di Dermatologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli “Questi sono i primi risultati di Fase III a essere presentati nell'ambito della dermatite atopica relativamente a un farmaco biologico che ha un’azione specifica e mirata nei confronti dell’interleuchina 13, considerata una fondamentale citochina effettrice importante per lo sviluppo del processo infiammatorio della pelle affetta da questa patologia”. 

“Oggi più che mai, LEO Pharma si presenta come azienda globale leader in dermatologia medica. L’obiettivo principale che ci siamo posti è quello di migliorare la qualità di vita delle persone con patologie della pelle: per questo ci impegniamo ogni giorno per rendere disponibili le migliori soluzioni farmacologiche e aiutare i pazienti ad avere una pelle sana”, conclude Paolo Pozzolini, Country Lead LEO Pharma Italia.

Risultati degli studi in monoterapia ECZTRA 1 e 2 (n=802 e 794, rispettivamente)[iii]

Efficacia

  • Alla settimana 16, la percentuale di pazienti che hanno ottenuto una risposta IGA 0/1 è stata, rispettivamente in ECZTRA 1 e 2, del 16% (tralokinumab) contro il 7% (placebo; p=0,002) e del 22% contro l’11% (p<0,001).
  • Alla settimana 16, la percentuale di pazienti che hanno ottenuto una risposta EASI-75 è stata, rispettivamente in ECZTRA 1 e 2, del 25% (tralokinumab) contro il 13% (placebo; p< 0,001) e del 33% contro l’11% (p<0,001).
  • Alla settimana 52, il 51% e 59% dei pazienti che hanno ottenuto una risposta alla settimana 16 hanno mantenuto la risposta IGA 0/1 con la somministrazione di tralokinumab ogni due settimane, rispettivamente in ECZTRA 1 e 2. Le risposte mantenute in pazienti randomizzati a tralokinumab ogni quattro settimane sono state del 39% e 45%, rispettivamente in ECZTRA 1 e 2.
  • Il 60% e 56% dei pazienti, che hanno ottenuto una risposta alla settimana 16, hanno mantenuto alla settimana 52                                                                                                                                             la risposta EASI-75 con la somministrazione di tralokinumab ogni due settimane, rispettivamente in ECZTRA 1 e 2. Le risposte mantenute in pazienti randomizzati a tralokinumab ogni quattro settimane sono state del 49% e 51%, rispettivamente in ECZTRA 1 e 2.

Sicurezza

ECZTRA 1: I valori complessivi di frequenza (76% per tralokinumab e 77% per il placebo) e gravità degli eventi avversi (EA) in ECZTRA 1 erano comparabili tra i gruppi di trattamento su 16 settimane. Il profilo EA su 52 settimane era comparabile a quello delle 16 settimane iniziali.

  • Gli EA più comuni, riscontrati maggiormente nel trattamento con tralokinumab, includevano infezioni virali dell’apparato respiratorio superiore (23% tralokinumab; 21% placebo) e congiuntivite (7% tralokinumab; 2% placebo).

ECZTRA 2: I valori complessivi di frequenza (62% per tralokinumab e 66% per il placebo) e gravità degli eventi avversi (EA) in ECZTRA 2 erano comparabili tra i gruppi di trattamento su 16 settimane. Il profilo EA su 52 settimane era comparabile a quello delle 16 settimane iniziali.

  • Gli eventi avversi più comuni, riscontrati maggiormente nel trattamento con tralokinumab, includevano infezioni dell’apparato respiratorio superiore (10% tralokinumab; 9% placebo) e congiuntivite (3% tralokinumab; 2% placebo).

Risultati dello studio in terapia combinata con TCS ECZTRA 3 (n=380)[iv]

Efficacia

  • Alla settimana 16, un numero significativamente maggiore di pazienti trattati con tralokinumab più TCS ha raggiunto IGA 0/1 (39%) e/o EASI-75 (56%) rispetto ai pazienti trattati con placebo più TCS (26% e 36%; p=0,015 e p<0,001)
  • Il 90% e 93% (IGA 0/1 ed EASI-75, rispettivamente) dei pazienti che hanno risposto alla settimana 16 ha mantenuto la risposta alla settimana 32 con la somministrazione di 300 mg di tralokinumab in combinazione con TCS ogni due settimane.
  • Il 78% e 91% (IGA 0/1 ed EASI-75, rispettivamente) dei pazienti che hanno risposto alla settimana 16 (con la somministrazione di 300 mg di tralokinumab più TCS ogni due settimane durante le suddette 16 settimane) ha mantenuto la risposta alla settimana 32 quando sono passati alla somministrazione di 300 mg di tralokinumab ogni quattro settimane in combinazione con TCS.

Sicurezza

ECZTRA 3: I valori complessivi di frequenza (71% per tralokinumab più TCS e 67% per il placebo più TCS) e gravità degli eventi avversi (EA) erano comparabili tra i gruppi di trattamento su 16 settimane. Il profilo EA su 32 settimane era comparabile a quello delle 16 settimane iniziali.

  • Gli eventi avversi (EA) più comuni, riscontrati maggiormente nel trattamento con tralokinumab, includevano infezioni virali dell’apparato respiratorio superiore (19% tralokinumab più TCS; 11% placebo più TCS), congiuntivite (11% tralokinumab più TCS; 3% placebo più TCS), cefalea (9% tralokinumab più TCS; 5% placebo più TCS), infezioni del tratto respiratorio superiore (8% tralokinumab più TCS; 5% placebo più TCS) e reazioni nella sede di iniezione (7% tralokinumab più TCS; 0,0% placebo più TCS).
  • Relativamente a EA di particolare interesse, tralokinumab più TCS era associato a tassi inferiori di eczema herpeticum e infezioni severe e gravi rispetto al placebo più TCS.

ECZTRA 1, 2 e 3

ECZTRA 1 e ECZTRA 2 (studi ECZema TRAlokinumab n° 1 e 2): studi multinazionali a 52 settimane, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, che hanno coinvolto rispettivamente 802 e 794 pazienti adulti, volti a valutare l’efficacia e la sicurezza di tralokinumab (300 mg) come monoterapia negli adulti con DA moderata-grave, candidati a una terapia sistemica.

In entrambi gli studi, dopo un periodo di washout, i pazienti sono stati randomizzati a ricevere per via sottocutanea tralokinumab 300 mg o placebo ogni due settimane per 16 settimane. Il dosaggio di tralokinumab è cominciato il giorno 0 con una dose iniziale da 600 mg. Alla settimana 16, i pazienti che hanno risposto a tralokinumab con punteggio IGA di 0/1 e/o un cambiamento del punteggio EASI dal basale di almeno il 75% sono stati randomizzati nuovamente a tralokinumab ogni due settimane (Q2W) oppure ogni quattro settimane (Q4W), o al placebo per altre 36 settimane. I pazienti che hanno risposto al placebo alla settimana 16 hanno continuato ad assumerlo per mantenere la cecità dello studio, ma non sono stati randomizzati nuovamente, né inclusi nelle analisi di efficacia. Tutti i pazienti che non hanno risposto ai criteri dello studio hanno ricevuto tralokinumab in aperto ogni due settimane con TCS opzionale.

ECZTRA 3: studio multinazionale a 32 settimane, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che ha coinvolto 380 pazienti adulti, volto a valutare l’efficacia e la sicurezza di tralokinumab (300 mg) in combinazione con TCS negli adulti con DA moderata-grave, candidati a una terapia sistemica.

Dopo un periodo di washout, i pazienti con DA da moderata a grave sono stati randomizzati a ricevere per via sottocutanea tralokinumab 300 mg ogni due settimane più TCS o una sostanza di controllo (placebo ogni due settimane più TCS). Il dosaggio di tralokinumab è cominciato il giorno 0 con una dose iniziale da 600 mg. Alla settimana 16, i pazienti che hanno risposto a tralokinumab (IGA 0/1 e/o EASI-75) sono stati randomizzati nuovamente a tralokinumab ogni due settimane più TCS oppure ogni quattro settimane più TCS per altre 16 settimane. I pazienti che hanno risposto al placebo più TCS alla settimana 16 hanno continuato il trattamento per mantenere la cecità dello studio, ma non sono stati randomizzati nuovamente, né inclusi nelle analisi di efficacia. Tutti i pazienti che non hanno risposto ai criteri dello studio hanno ricevuto tralokinumab più TCS ogni due settimane.4

“Ci incoraggia sapere che nove pazienti su dieci che hanno ottenuto una risposta clinica definita alla settimana 16 l’hanno mantenuta alla settimana 32 quando tralokinumab è stato somministrato ogni due settimane in combinazione con un TCS. Inoltre, la maggioranza dei pazienti che ha ottenuto una risposta a tralokinumab somministrato ogni due settimane in forma di monoterapia alla settimana 16, l'ha mantenuta alla settimana 52 senza alcun uso di TCS”, ha affermato il dottor Kim Kjoeller, Vice President Global R&D di LEO Pharma. “Grazie alla profonda esperienza nel campo della dermatologia medica e all’attenzione strategica per il progresso scientifico nel campo delle malattie infiammatorie della pelle, LEO Pharma è nella posizione migliore per rispondere alle più significative e svariate esigenze, ancora disattese, delle persone che convivono con la dermatite atopica”.

Cos’è la dermatite atopica      

    
La dermatite atopica (DA) è una patologia dermatologica cronica, infiammatoria ed eterogenea caratterizzata da prurito intenso e lesioni eczematose.[v] La DA è il risultato di una  disfunzione della barriera cutanea e della disregolazione immunitaria, che comportano un’infiammazione cronica.[vi] Le citochine di tipo 2, come IL-13 e IL-4,  svolgono un ruolo centrale nella fisiopatologia di questo disturbo.1 La disregolazione immunitaria porta alla sovraespressione di IL-13 nella cute lesionata  e non lesionata e il livello di espressione di IL-13 nella cute lesionata è correlato alla gravità della DA.[vii],[viii]

 

Tralokinumab

Tralokinumab è un anticorpo monoclonale (mAb) completamente umano del tipo immunoglobuline (Ig)G4 che opera neutralizzando l’interleuchina -13 (IL-13).1,2 L’interleuchina -13 è uno dei principali driver dell’infiammazione cronica nell’ambito della DA.1,8 L’anticorpo si lega selettivamente alla IL-13 con un’alta affinità, inibendone l’interazione con il recettore specifico e quindi bloccando le relative vie di segnalazione a valle.1,2

[i] Bieber T. Interleukin-13: Targeting an underestimated cytokine in atopic dermatitis. Allergy. 2020;75:54–62.

[ii] Popovic B, et al. Structural characterisation reveals mechanism of IL-13-neutralising monoclonal antibody tralokinumab as inhibition of binding to IL-13Rα1 and IL-13Rα2. J Mol Biol. 2017;429:208-219.

[iii]Simpson E, et al. Efficacy and safety of tralokinumab monotherapy in adult patients with moderate-to-severe atopic dermatitis: Results from two 52-week Phase 3 trials (ECZTRA 1 and ECZTRA 2). Featured at the American Academy of Dermatology Virtual Meeting Experience (AAD VMX); June 12, 2020.

[iv] Weidinger S, et al. Efficacy and safety of tralokinumab with concomitant topical corticosteroid in adult patients with moderate-to-severe atopic dermatitis: Results from the 32-week Phase 3 ECZTRA 3 trial. Featured at the American Academy of Dermatology Virtual Meeting Experience (AAD VMX); June 12, 2020.

[v] Weidinger S, et al. Atopic dermatitis. Lancet 2016;387:1109-1122.

[vi] Boguniewicz M, et al. Atopic dermatitis: a disease of altered skin barrier and immune dysregulation. Immunol Rev 2011;242(1):233-46.

[vii] Sanyal RD, et al. Atopic dermatitis in African American patients is TH2/TH22-skewed withTH1/TH17 attenuation. Ann of Allergy Asthma Immunol. 2019;122:99-110.e6.

[viii] Tsoi LC, et al. Atopic dermatitis is an IL-13 dominant disease with greater molecular heterogeneity compared to psoriasis. J Invest Dermatol 2019;139:1480-1489.

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.