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TERAPIA ANTICOAGULANTE ORALE: ARRIVA IL PRIMO SISTEMA DI AUTOMISURAZIONE DEL PT/ INR CON TECNOLOGIA BLUETOOTH INTEGRATA

Ora disponibile nei paesi dove vige la marcatura CE IVD* il sistema CoaguChek INRange di Roche: è il primo dispositivo per l’automonitoraggio del PT/INR (tempo di protrombina) con tecnologia Bluetooth integrata. Il dispositivo aiuta i professionisti della sanità e i pazienti ad avere un maggior controllo sullo stato della coagulazione, dando la possibilità di monitorare la Terapia Anticoagulante Orale (TAO) effettuata con farmaci  antagonisti della vitamina K (VKA), la quale costituisce lo standard di riferimento nella prevenzione e trattamento di molteplici condizioni cliniche causate da o ad elevato rischio di trombosi1.

L’automisurazione rappresenta un nuovo standard terapeutico, consentendo agli operatori sanitari di monitorare i dati di PT/INR dei pazienti da remoto, riducendo quindi le visite di questi ultimi presso il laboratorio.

In Italia sono circa 1 milione i pazienti in trattamento con una Terapia Anticoagulante Orale (TAO)2,3, la cui gestione ha sul SSN un impatto economico stimato di circa 900 milioni di euro all’anno4.

A fronte di una popolazione così importante, appare evidente come una gestione ottimale di questi pazienti, ed una conseguente riduzione delle eventuali complicanze, rappresenti un tema rilevante per la sanità pubblica.

“Per la gestione di determinati pazienti soprattutto quelli affetti da condizioni di cronicità come le persone sottoposte a TAO, i modelli diagnostici decentralizzati possono costituire una soluzione di grande valore, sia per i professionisti della sanità sia per i pazienti stessi. Il nuovo coagulometro di Roche rappresenta la concreta testimonianza dell’impegno della nostra Azienda nello sviluppare soluzioni altamente innovative in questa area, e sostenibili in termini economici da parte del SSN”, ha commentato Pedro Gonçalves, Amministratore Delegato di Roche Diagnostics S.p.A. 
 

Nell’ambito della gestione della Terapia Anticoagulante Orale, l’automonitoraggio dei valori di INR offre importanti benefici ai pazienti, in termini sia di qualità di vita che di aderenza alla terapia: dà loro maggiore autonomia, consentendo di effettuare controlli regolari dei propri valori di INR senza recarsi presso il laboratorio o lo studio medico;  è stato dimostrato che i pazienti che effettuano correttamente  e regolarmente il monitoraggio del proprio INR rimangono più a lungo all’interno del range terapeutico indicato dal medico: ciò si traduce in una minore incidenza di ictus5 o emorragie6. È stato inoltre dimostrato che il 50-60% dei pazienti ha più probabilità di rimanere nel proprio range target se il monitoraggio dell’INR avviene mensilmente, 77-85% se è settimanale e fino al 92% se è ogni tre giorni7 . I pazienti che passano più tempo (>70%) nel proprio range terapeutico raggiungono migliori risultati clinici 8,9 .

 

La gestione tradizionale del paziente in terapia con antagonisti della vitamina K comporta solitamente frequenti visite in ospedale o presso gli studi medici per misurare il PT /INR** attraverso un prelievo endovenoso, e un tempo di attesa per i risultati di laboratorio fino a 2-3 giorni.


Con il nuovo coagulometro di Roche, il paziente può effettuare  in autonomia la misurazione: con una semplice puntura al polpastrello (dunque con un prelievo capillare, meno invasivo di quello venoso) e grazie alla connessione Bluetooth, può inviare al proprio medico in tempo reale i valori del test, disponibili dopo 1 minuto dall’effettuazione. Questa connettività, offerta tramite Bluetooth, si traduce in benefici anche per professionisti della sanità, i quali possono ottimizzare le decisioni terapeutiche, avendo accesso in tempo reale ai dati del paziente, e potendo di conseguenza effettuare un eventuale aggiustamento della terapia, se necessario.

 

“In un contesto in cui i sistemi sanitari  affrontano continue pressioni per garantire un accesso migliore alle cure ad un costo minore, la possibilità di  aumentare la connettività tra i professionisti della sanità ed i pazienti  diventa ancora più importante,” ha commentato Roland Diggelmann, CEO di Roche Diagnostics. “Con questa tecnologia innovativa, CoaguChek  fa nuovamente da riferimento nell’ambito del controllo della coagulazione proponendo una soluzione pratica e di elevata qualità. Si tratta di un ulteriore passo verso il nostro obiettivo di posizionare l’automisurazione come lo standard di cura in materia di controllo della terapia con antagonisti della vitamina K.”

 

La terapia anticoagulante

Milioni di persone al mondo assumono antagonisti della vitamina K (VKA - Vitamin K Antagonists) per diverse indicazioni o patologie, ad esempio in caso di fibrillazione atriale, trombosi venosa profonda, embolia polmonare e in presenza di valvola cardiaca meccanica. Per un miglior monitoraggio dell’efficacia degli antagonisti della vitamina K, è necessario misurare frequentemente il tempo di protrombina PT (INR). Tale misurazione può essere effettuata  a casa, utilizzando una piccola goccia di sangue  prelevata dal polpastrello del paziente. Se paragonato alla tradizionale gestione nei centri TAO, l’automonitoraggio del paziente è risultato portare ad una permanenza più lunga all’interno del range terapeutico,10-12  meno valori INR molto alti o molto bassi,12 meno eventi tromboembolici,5,13 meno emorragie significative,13 una più bassa mortalità,13 una migliore qualità di vita dei pazienti13,14  e una maggior soddisfazione relativamente alla terapia.14,16

 

Riferimenti

1.        Pradelli L, Iannazzo S, Zaniolo O, Botrugno P. Organization and Estimated Patient-Borne Costs of Oral Anticoagulation Therapy in Italy Results from a Survey. Appl Health Econ Health Policy 2010; 8 (2): 119-128

2.        Filippi A, Sessa E, Trifirò G, et al. Oral anticoagulant therapy in Italy: prescribing prevalence and clinical reasons. Pharmacol Res 2004 Dec; 50 (6): 601-3

3.        Istituto Superiore di Sanità. Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali. L’uso dei farmaci in Italia – Rapporto Nazionale 2007. Rome: 2008 Jun OSMED 2007

4.        Dionisi et al., 2015 INTRODUCTION OF AN ORGANIZATIONAL MODEL OF TELEMEDICINE IN MANAGEMENT OF ORAL ANTICOAGULANT THERAPY: A BUDGET IMPACT ANALYSIS FROM ITALIAN PAYER PERSPECTIVE, poster presented at ISPOR 18th Annual European Congress

5.        Heneghan C, Ward A, Perera R, et al. Self-monitoring of oral anticoagulation: systematic review and meta-analysis of individual patient data. Lancet. 2012;379:322-334.

6.         Heneghan, C., Alonso-Coello, P., Garcia-Alamino, J.M., Perera, R., Meats, E., Glasziou, P. (2006). Self-monitoring of oral anticoagulation: a systematic review and meta-analysis. Lancet 367, 404–411.

7.        Khan TI, Kamali F, Kesteven P, Avery P, Wynne H. The value of education and self-monitoring in the management of warfarin therapy in older patients with unstable control of anticoagulation. Br J Haematol. 2004;126(4):557-654.

8.        Gallagher, A.M., Setakis, E., Plumb, J.M., Clemens, A., van Staa, T.-P. (2011). Risks of stroke and mortality associated with suboptimal anticoagulation in atrial fibrillation patients. Thromb Haemost 106, 968–977.

9.        Wan, Y., Heneghan, C., Perera, R., Roberts, N., Hollowell, J., Glasziou, P. et al. (2008). Anticoagulation control and prediction of adverse events in patients withatrial fibrillation: a systematic review. Circ Cardiovasc Qual Outcomes 1, 84–91.

10.     Bereznicki, L.R.E., Jackson, S.L., Peterson, G.M. (2013). Supervised patient self-testing of warfarin therapy using an online system. J Med Internet Res 15, e138.

11.     Christensen, H., Lauterlein, J.-J., Sørensen, P.D., Petersen, E.R.B., Madsen, J.S., Brandslund, I. (2011). Home management of oral anticoagulation via telemedicine versus conventional hospital-based treatment. Telemed J E-Health Off J Am Telemed Assoc 17, 169–176.

12.     Bussey, H.I., Bussey M., Bussey-Smith K.L., Frei, C.R. (2013). Evaluation of warfarin management with international normalized ratio self-testing and online remote monitoring and management plus low-dose vitamin k with genomic considerations: a pilot study. Pharmacotherapy 33, 1136–1146.

13.     Heneghan, C., Alonso-Coello, P., Garcia-Alamino, J.M., Perera, R., Meats, E., Glasziou, P. (2006). Self-monitoring of oral anticoagulation: a systematic review and meta-analysis. Lancet 367, 404–411.

14.     Matchar, D.B., Jacobson, A., Dolor, R., Edson, R., Uyeda, L., Phibbs, C.S., et al.; THINRS Executive Committee and Site Investigators. (2010). Effect of home testing of international normalized ratio on clinical events. N Engl J Med 363, 1608–1620.

15.     Salvador, C.H., Ruiz-Sanchez, A., González de Mingo, M.A., Carmona Rodríguez, M., Carrasco, M.P., Sagredo, P.G., et al. (2008). Evaluation of a telemedicinebased service for the follow-up and monitoring of patients treated with oral anticoagulant therapy. EEE Trans Inf Technol Biomed 12, 696–706.

16.     Gardiner, C., Williams, K., Mackie, I.J., Machin, S.J., Cohen, H. (2005). Patient self-testing is a reliable and acceptable alternative to laboratory INR monitoring. Br J Haematol 128, 242–247.

 

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