IT   EN

Ultimi tweet

Tentato suicidio: 50% casi in meno nei giovani in cura dei Paesi Mediterranei rispetto al Nord Europa. Studio MILESTONE

Molti adolescenti con problemi psichici o comportamentali non sono più seguiti durante l’adolescenza, e quando ritrovano una possibilità assistenziale è troppo tardi.

E’ un problema con cui i servizi di salute mentale devono fare i conti in tutti i paesi europei: otto Paesi hanno investito nel progetto europeo MILESTONE, in fase di conclusione, per colmare questo vuoto e sviluppare nuovi modelli assistenziali per i giovani pazienti che transitano dai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza (UONPIA) a quelli per l’età adulta (DSM). 

 Le conclusioni del progetto sono state discusse per la prima volta nel corso del convegno “Continuità delle cure dall’adolescenza all’età adulta nei servizi di salute mentale”, che si è tenuto nei giorni 11 e 12 aprile a Brescia, presso il Centro Paolo VI. L’evento è stato promosso dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia in collaborazione con la Regione Lombardia.

Al progetto europeo hanno partecipato Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Regno Unito, che puntano a risolvere la discontinuità tra UONPIA e DSM. Il ‘cuore’ del progetto è rappresentato da uno studio sperimentale, appunto lo studio MILESTONE, coordinato in Italia da Giovanni de Girolamo (IRRCS Fatebenefratelli Brescia), che ha coinvolto una coorte di circa 1.000 giovani in età di transizione (ossia di 17 anni e mezzo circa), insieme ai loro genitori e clinici di riferimento: tutti questi giovani sono stati seguiti ad intervalli regolari per oltre due anni dal team di ricerca. Il centro italiano, coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ha reclutato il maggior numero di partecipanti allo studio sperimentale: 223 giovani su un totale di circa 1.000. In Italia, coordinati dall’IRCCS Fatebenefratelli, hanno preso parte al progetto 11 servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, ed altrettanti DSM.

La raccolta dati si è conclusa a Gennaio 2019: come si è già detto, sono stati seguiti per due anni oltre 1.000 giovani e 900 familiari, ed un gran numero di clinici, appartenenti alle UONPIA ed ai DSM, hanno altresì attivamente contribuito. 

Il campione è rappresentato per la stragrande maggioranza da pazienti seguiti presso ambulatori delle UONPIA, di cui il 39% maschi, e, al momento del reclutamento, con un’età media di 17 anni e mezzo; 2 giovani su 3 vivevano con entrambi i genitori (biologici o in famiglie ricostituite), mentre nel 24% appartenevano a famiglie mono-genitoriali. I giovani erano in carico ai servizi prevalentemente per disturbi d’ansia (24%) o dell’umore (31%), Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività - ADHD (21%) e Disturbi dello Spettro Autistico - ASD (15%). Nel caso del campione italiano i disturbi d’ansia prevalgono (23%) rispetto quelli dell’umore (17%) e più numerosi, rispetto ai casi di ADHD e ASD riscontrati nel campione internazionale, sono anche i disturbi del comportamento alimentare (11%) ed i disturbi psicotici (8%).

Un dato interessante emerge osservando i tassi relativi ai tentativi di suicidio nel corso della vita: se nel Regno Unito la percentuale di giovani in trattamento che hanno tentato il suicidio almeno una volta raggiunge ben il 44% del campione, seguita da Olanda, Irlanda, Germania e Belgio (tra il 35 e 25 %), nel caso dei paesi mediterranei (Francia, Croazia e Italia) i tassi scendono sotto il 20%, con l’Italia che registra il tasso più basso tra tutti gli 8 paesi partecipanti (12.5%). Osservando invece i dati relativi al sottocampione dei pazienti con una diagnosi clinica di depressione, emerge che il 57% di costoro ha un genitore che nella vita ha sofferto o tuttora soffre di un disturbo mentale, contro il 15% dei giovani che non hanno un disturbo depressivo. 

MILESTONE studia la transizione tra le UONPIA ai DSM testando se l’impiego di uno strumento di supporto decisionale per il clinico – chiamato Transition Readiness and Appropriateness Measure (TRAM) - migliori la pianificazione e gli esiti di questo delicato passaggio. Tale verifica viene effettuata confrontando gli esiti clinici dei giovani che sono entrati nel braccio ‘sperimentale’ ed il cui team di ricerca ha effettuato una valutazione con il TRAM, con gli esiti di giovani seguiti da servizi che non impiegano questa procedura in qualche modo standardizzata, che prevede quindi una attenta valutazione da parte del team di ‘partenza’ (della UONPIA) e di ‘arrivo’ (il team del DSM). I risultati relativi all’uso dello strumento TRAM sono stati  presentati per la prima volta durante il convegno. 

Nell’ambito dei risultati delle altre attività del progetto MILESTONE va sottolineato che de Girolamo, coordinatore italiano del progetto, e Signorini hanno condotto per la prima volta in assoluto una ‘mappatura’ delle UONPIA nei 28 paesi europei; tale ricerca è stata pubblicata su Lancet Psychiatry (Signorini et al., 2017) e su European Child and Adolescent Psychiatry (Signorini et al 2018): il team di ricerca ha con successo studiato l’organizzazione, le caratteristiche ed il funzionamento delle UONPIA e la loro interfaccia con i servizi per l’età adulta, evidenziandone le criticità (ad esempio, solo 2 Paesi tra i 28 coinvolti hanno dichiarato si possedere a livello ufficiale e nazionale dei protocolli d’intesa tra differenti tipi di servizi di salute mentale per regolamentare e garantire la continuità delle cure) e mettendo in luce le differenze tra i diversi Paesi in termini di attività, accessi dell’utenza, distribuzione e risorse; queste differenze, spesso, non rispecchiano differenti bisogni assistenziali all’interno della popolazione d’interesse, ovvero i giovani in età di transizione, ed impongono una attenta riorganizzazione dei servizi di salute mentale in tutta Europa, al fine di pianificare e realizzare modelli di cura più centrati sulla persona.

E’ di nota che una percentuale compresa tra l’1,5% ed il 3% della popolazione in età infantile ed adolescenziale è in contatto, nei 28 paesi europei, con un servizio di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: se si considera l’impatto che i disturbi psichici e comportamentali possono avere sulla traiettoria fisiologica della sviluppo in persone giovani, si capisce bene perché sia essenziale ottimizzare la qualità delle cure in questa fase della vita.

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.