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Tempi di attesa, intramoenia e costi nella sanita' italiana: Indagine Osservatorio civico sul federalismo di Cittadinanzattiva

Le segnalazioni dei cittadini al Tribunale per i diritti del malato sulle liste d’attesa


I cittadini di Abruzzo, Marche, Veneto e Umbria segnalano il problema delle liste d’attesa come quello più rilevante. I cittadini della Basilicata, Calabria, Lazio e Liguria, Lombardia, Molise e Valle D’Aosta hanno invece segnalato il problema delle liste d’attesa al secondo posto. Migliore è la posizione del Piemonte, i cui cittadini hanno segnalato il problema delle liste d’attesa solamente al quinto posto rispetto agli altri ambiti.

 


Andando a vedere cosa accade nel Monitoraggio LEA, quasi tutte le Regioni risultano adempienti rispetto a tre indicatori: liste d’attesa, sistema CUP, implementazione PDT. Permangono situazioni critiche su alcune regioni: Calabria, Campania e Lazio risultano inadempienti sia nell’indicatore relativo alle liste d’attesa sia per l’indicatore implementazione PDT; Molise Piemonte Toscana e Umbria sono state considerate adempienti ma con impegno per quanto riguarda l’indicatore liste d’attesa, solo la Toscana anche per l’indicatore implementazione PDT. Nessuna regione risulta inadempiente nell’indicatore Sistema CUP.


Monitoraggio trasparenza tempi attesa
Dal monitoraggio dei tempi di attesa delle aziende sanitarie e ospedaliere di Sicilia, Veneto, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Calabria e Campania è emerso che Lazio, Marche e Campania mostrano un rapporto tra numero di “aziende sanitarie analizzate/presenza sezione liste d’attesa sul sito” sfavorevole. Solo 36 siti di aziende sanitarie o ospedaliere su 118 presentano il banner in homepage dedicato alle liste di attesa, mentre hanno una sezione dedicata alle liste d’attesa 61 siti su 118. Per quanto riguarda l’indicatore della comprensibilità delle informazioni, possiamo affermare che i siti che abbiamo visitato appaiono quasi tutti adeguatamente accessibili. Anche per quanto riguarda la semplicità di consultazione il giudizio è lo stesso. La ricerca ha messo in luce alcune situazioni paradossali come ad esempio quella del Veneto. In quasi tutti i siti delle strutture sanitarie sono state previste pagine, anche facilmente raggiungibili, ma contenenti informazioni fortemente specifiche, sicuramente perfette dal punto di vista dei requisiti di legge, ma non fruibili da parte del cittadino.


Libera professione intramuraria
A fronte dei lunghi tempi di attesa esiste la possibilità di ottenere le prestazioni in intramoenia.La relazione 2011, mostra che in media, riguardo a 10 prestazioni (visita cardiologica, oculistica, ortopedica, otorinolaringoiatrica, Rm della colonna e del cervello, Tac di capo, addome superiore, inferiore e completo), riescono ad essere erogate per il 98% entro i 60 giorni e per il 93,3% entro un mese; addirittura, la stragrande maggioranza di esse, il 79,4%, viene effettuata entro 15 giorni. Prestazioni immediate si verificano nel 6,1% dei casi.
La diffusione dell’intramoenia allargata è presente in tutte le Regioni/Province Autonome, ad eccezione della Toscana e della P.A. di Bolzano; in questi due contesti i professionisti esercitano la libera professione all’interno degli spazi aziendali o comunque in spazi esterni con diretta ed integrale responsabilità dell’Azienda. Unicamente in 3 aree (Veneto, Umbria e PA Trento) tutte le Aziende prevedono che le prestazioni erogate in intramoenia allargata vengono prenotate attraverso il servizio dedicato; mentre solo nella Provincia Autonoma di Trento tutte le Aziende riscuotono direttamente gli onorari delle prestazioni erogate in intramoenia allargata.
Tutte le regioni e PA, ad eccezione di Umbria e Molise, effettuano controllo e monitoraggio dell’attività libero professionale per garantire che non vada a detrimento dell’attività istituzionale. 

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