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Svizzera: l’ educazione sessuale deve rimanere di competenza cantonale

Il Consiglio federale raccomanda di respingere, senza controprogetto, l’iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare». Oggi ha incaricato il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di sottoporre al Parlamento un messaggio in materia.

L'iniziativa, depositata presso la Cancelleria federale il 17 dicembre 2013, si oppone all'insegnamento obbligatorio dell'educazione sessuale. Secondo i promotori, le lezioni obbligatorie sulla riproduzione e sullo sviluppo umano dovrebbero essere impartite dagli insegnanti di biologia solo ai bambini che hanno compiuto il dodicesimo anno di età. L'iniziativa contesta dunque la prassi in uso nella scuola elementare e impedisce l'adempimento del mandato formativo dell'ente pubblico di trasmettere conoscenze di base sulla sessualità, l'igiene e la prevenzione delle malattie. I promotori dell'iniziativa temono che l'introduzione del Lehrplan 21 comporti un aumento delle ore di lezione di educazione sessuale e una conseguente limitazione del ruolo educativo dei genitori.

Il Consiglio federale intende mantenere l'attuale ripartizione delle competenze

Il Consiglio federale ritiene infondati i timori espressi nell'iniziativa. In base al diritto vigente la responsabilità dell'educazione alla sessualità dei bambini e degli adolescenti spetta in primo luogo ai genitori. La scuola li aiuta a svolgere questo compito con lezioni di educazione sessuale adeguate all'età e al livello scolastico degli alunni. Queste lezioni vengono impartite nell'ambito di una formazione più ampia che riguarda la natura, l'uomo e la società. Non esiste né verrà introdotta una materia scolastica denominata «educazione sessuale». L'attuale tipo di insegnamento, introdotto già da diversi anni nei programmi cantonali della scuola dell'obbligo, ha dato ottimi risultati.

Il Consiglio federale non vede alcun motivo per modificare l'attuale ripartizione delle competenze fra Confederazione, Cantoni e Comuni sancita dalla Costituzione né per intaccare la sovranità cantonale in ambito scolastico. Pertanto, si oppone all'accettazione dell'iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare».

Prevenzione e parità di genere per garantire il benessere dei bambini

L'educazione parentale e l'insegnamento dell'educazione sessuale sono indispensabili per prevenire efficacemente la violenza sessuale, le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate. Ogni bambino e ogni adolescente ha il diritto di partecipare ad attività di prevenzione adeguate alla sua età, indipendentemente dalla situazione famigliare. Inoltre, per garantire il benessere dei bambini è essenziale che le informazioni specifiche sul tema vengano illustrate nel rispetto della parità di genere. Se l'iniziativa venisse accettata, queste attività di prevenzione non sarebbero più assicurate.

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