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Suicidio, i miti da sfatare

 

1)   Le persone che parlano del suicidio non lo commetteranno. Molti studi condotti su persone sopravvissute e su parenti e amici di morti suicidi dimostrano invece che almeno il 70% degli individui aveva espresso verbalmente l’intenzione di mettere in atto il suicidio;

2)   Parlare di suicidio può spingere a farlo. E’ vero il contrario: parlarne apertamente può aiutare a ripensare a questa decisione;

3)   Solo le persone con problemi psichici pensano al suicidio. Gli studi indicano invece che non tutte le persona che si suicidano hanno disturbi psichici.

4)   Chi si vuole suicidare è convinto di morire. Al contrario, molte persone hanno pensieri ambivalenti sul vivere o morire e ‘scommettono’ con la morte, lasciando agli altri il compito di salvarli;

5)   Il suicidio colpisce molto più i ricchi o allopposto si verifica quasi esclusivamente tra i poveri. Il suicidio è molto ‘democratico’  ed è rappresentato proporzionalmente in tutti i livelli della società 

6)   Una persona suicida lo è per sempre. Al contrario, gli individui che vogliono uccidersi sono ‘suicidi’ solo per un periodo limitato di tempo.

 

SEGNALI DI ALLARME

 

  • Parlare del suicidio o della morte
  • Dare segnali verbali come “Magari fossi morto”, oppure “A che serve vivere”
  • Disfarsi di cose care
  • Mostrare un miglioramento improvviso e inspiegabile dell’umore
  • Trascurare l’aspetto fisico e l’igiene

 

Con riferimento agli anziani, ma non esclusivamente

  • Mettere da parte farmaci
  • Comprare armi
  • Esprimere un interesse improvviso oppure perdere un interesse per la religione

Con riferimento ai giovani, ma non esclusivamente

  • Autolesionismo
  • Indicazione di problemi di salute
  • Problemi alimentari
  • Improvviso deterioramento dell’aspetto fisico
  • Problematiche dell’identità di genere
  • Depressione

CONSIGLI SU COME COMUNICARE

  • Ascoltare attentamente e con calma
  • Esprimere rispetto per le opinioni della persona in crisi
  • Esprimere la propria preoccupazione, l’accudimento e la solidarietà
  • Comprendere i sentimenti dell’altro con empatia
  • Non interrompere troppo spesso
  • Non esprimere disagio
  • Non dare ordini
  • Non dare l’impressione di essere preoccupato e frettoloso
  • Non fare affermazioni intrusive o poco chiare
  • Non fare troppe domande

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