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Suicidio assistito: aumentano i casi di stranieri in Svizzera. 500% in piu' gli italiani in 4 anni

Aumentano i casi di suicidio assistito in Svizzera di persone non residenti nel paese Elvetico. Si tratta di casi anche non legati a malattie fatali. Lo afferma uno studio dell'Università di Zurigo e del Centro di Psichiatria di Münsingen, pubblicato sul 'Journal of Medical Ethics'.

Aumenti evidenti in particolare per l'Italia, dove si è passati dai 4 casi del 2008 ai 22 del 2012 e in Francia (7 casi nel 2009 e 19 nel 2012).

Il numero di 'turisti per il suicidio assistito' è raddoppiato nell'arco di appena quattro anni, specialimente di persone provenienti dalla Germania e dal Regno Unito, per malattie neurologiche come paralisi, sclerosi laterale amiotrofica, Parkinson, sclerosi multipla. Queste malattie rappresentano la maggior parte dei casi riportati.

Le malattie neoplastiche si fermano al 37% casi tra il 2008 e il 2012, un 10% in meno rispetto al passato. Le malattie reumatiche e del tessuto connettivo, come l'artrite reumatoide e l'osteoporosi, sono il 25% dei casi analizzati contro il 10 % di quelli registrati tra il 1990 e il 2000, seguono quelle cardiovascolari. Il 28% dei casi riposta più di una malattia per la scelta del suicidio assistito.

La ricerca mostra che 611 non residenti in Svizzera sono stati aiutati a morire tra il 2008 e il 2012 con un'età compresa tra i 23 e i 97 anni e una media di 69 anni. Il 58,5% donna.

In tutto quindi si sono rivolti alla Svizzera i malati di 31 nazioni tra il 2008 e il 2012: 268 dalla Germania, 126 dal Regno Unito, 66 dalla Francia, 44 dall'Italia, 21 dagli USA, 13 dall'Austria, 12 dal Canada, 8 da Spagna e Israele.

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