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STESSI SOGNI PER IL 15% DI AMICI, PARTNER E PARENTI. SI SOGNAVA IN BIANCO E NERO PRIMA DELLA TV A COLORI

 

"I sogni pescano nella quotidianita', il loro contenuto e' affascinante ed enigmatico" e ancora oggi la psicologia si interroga sulla loro origine. Lo afferma Piero Barbanti, docente di Neurologia presso l'Universita' telematica San Raffaele e direttore dell'Unita' per la cura e la ricerca su cefalee e dolore dell'Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) San Raffaele di Roma.

Entrando piu' nel dettaglio delle caratteristiche dell'attivita' onirica, Barbanti spiega che "nella prima parte della notte i sogni pescano nelle esperienze di vita recenti, mentre nella seconda parte della notte si ispirano a vicende del passato. Dal punto di vista del contenuto- prosegue il docente di Neurologia- nel 30% dei casi si riferisce alla pura quotidianita', nel 50% alla quotidianita' con qualche elemento atipico, nel 30% presenta alcuni elementi bizzarri e nel 5% manifesta molti elementi bizzarri".

Se tutti i sogni hanno un elemento visivo e uno uditivo, solo in rari casi comprendono anche sensi come il gusto, l'olfatto e il tatto. A volte, aggiunte l'esperto, "possiamo incorporare nel sonno elementi contingenti e reali, come il suono della sveglia o uno stimolo, come quello di urinare ad esempio". Esiste poi un'influenza da parte delle variazioni dell'attivita' geomagnetica della terra sui sogni: "Quando questa attivita' si abbassa a causa del cosiddetto vento lunare, quest'ultimo porta un eccesso di particelle elettriche verso la terra- spiega Barbanti- In queste occasioni, possono aumentare i sogni bizzarri, tramite un aumento della produzione della melatonina".

Ma cosa rappresentano i sogni? "La visione attuale- ricorda il direttore dell'Unita' per la cura e la ricerca su cefalee e dolore dell'Irccs San Raffaele- e' che il sogno rappresenti uno strumento: per rivivere situazioni emozionali importanti ed ingombranti del passato allo scopo di gestirle meglio. Da cio' deriverebbero i sogni ricorrenti, quasi come tentativo di 'annacquarle' progressivamente; per liberarsi da una situazione emotiva causa di paure alla quale, per 'realpolitik', non abbiamo permesso di esprimersi nella vita quotidiana pur avendola intravista di sfuggita".

Ci sono persone che non ricordano mai quello che sognano. È possibile non sognare affatto? "Tutti sogniamo- chiarisce l'esperto- Ricordare o meno il sogno dipende dalla fase del sonno in cui ci risvegliamo. Se ci svegliamo durante la fase del sonno REM ricorderemo il sogno. Altrimenti no. È stato stimato- aggiunge Barbanti- che un risveglio che avvenga nel sonno non REM a piu' di 8 minuti dalla fine dell'ultimo ciclo REM non viene ricordato. Pertanto, quelli che credono di non sognare si svegliano in realta' regolarmente nel momento sbagliato". La sintonia tra due persone puo' portarle a fare lo stesso sogno. "Studi dimostrano- spiega il docente di Neurologia- che persone diverse possono fare gli stessi sogni. Accade tra amici del cuore, partner e parenti nel 15% delle persone e la condivisione dello stesso sogno avviene almeno una volta a settimana nel 21% dei casi, 2-3 volte al mese nel 28%".

Chi sono le persone che piu' spesso si trovano a condividere i sogni? "Si tratta piu' spesso di donne, estroverse, giovani, con tratti ansiosi, creative, soggette a incubi- afferma Barbanti tracciano l'identikit- È espressione di come la sintonia di vita e di visioni si rifletta anche in una analoga ispirazione notturna". Un dato singolare riguarda la visione a colori o in bianco e nero dei sogni. Sebbene la vita sia sempre stata a colori, l'avvento del cinema a colori ha influenzato anche la visione dei sogni. Fino a quando le pellicole sono state in bianco e nero, infatti, "meno del 25-30% dei soggetti sognava a colori. Dal 1950 in poi- ricorda l'esperto- da quando i film al cinema sono diventati a colori, la quasi totalita' dei soggetti sogna a colori, fatta eccezione per qualche paziente ultra-anziano. Evidentemente- aggiunge Barbanti- le emozioni che si concentrano nella visione di film sono molto maggiori, piu' profonde e suggestive e creano un patrimonio anche di immagini su cui poi ricama il sogno". Anche le abitudini alimentari possono influenzare l'attivita' onirica. "I carboidrati assunti di sera faciliterebbero (tramite il triptofano) sogni sereni, mentre e' noto- conclude il docente di Neurologia- che cibi piccanti potrebbero indurre incubi".

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