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Sindrome di Lyell, IDI è Cultura Medica

La sindrome di Lyell, o  più comunemente conosciuta come necrolisi epidermica tossica è una malattia rara che tende a manifestarsi con un quadro clinico comparabile a quello dei grandi ustionati. La sua incidenza è molto bassa: si mostra da 0,4 a 1,2 casi per milione in ogni anno e principalmente dopo l’assunzione di particolari farmaci.

Tra i numerosi protocolli che vengono adottati per la cura, nel campo delle malattie rare, l’IDI, come risulta in questi giorni dalle cronache dei quotidiani, grazie al Prof. Biagio Didona, Responsabile Malattie Rare, ha messo a punto un protocollo terapeutico, l’unico finora conosciuto, efficace per la cura della sindrome che è bene ricordarlo, può portare il paziente alla morte. Ipotesi questa del tutto scongiurata grazie alle ricerche dell’IDI.

Si tratta di una singola somministrazione di Etanercept 50 mg, inibitore del TNF-alfa (Tumor Necrosis Factor) principale citochina infiammatoria. Un farmaco solitamente usato per la cura della psoriasi, ma che all’Istituto Dermopatico è stato studiato e sperimentato per la Sindrome di Lyell a partire dal 2011. Lo studio e la sperimentazione sono stati pubblicati anche sul Journal of the American Academy of Dermatology. Anche questo è un risultato che si inserisce in quella “cultura medica” italiana e europea che l’IDI detiene ed incrementa da più di un secolo. E che pone ancora l’IDI all’avanguardia nella comunità scientifica anche per la sua capacità di condividere i risultati della ricerca, della diagnosi e della  cura, grazie anche alle sue pubblicazioni scientifiche sulle più prestigiose riviste specialistiche, l’IDI propone puntualmente ai professionisti operanti nelle strutture sanitarie di tutta Italia momenti di confronto e di studio su tematiche medico-scientifiche attraverso convegni, seminari e discussione di casi clinici.

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