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SIMG: NUOVE CURE PRIMARIE PER IL PATTO DELLA SALUTE

“La nuova organizzazione delle cure primarie costituisce la più grande trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale dopo la sua istituzione nel 1978. I benefici di ogni riforma del SSN sono oggi prevalentemente ricercati in termini economici.

In realtà, siamo di fronte alla transizione storica dalla medicina generale a quella primaria, che consentirà di realizzare risparmi funzionali, gli unici in grado di determinare un reale impatto sulla vita dei cittadini, perché rendono più facile l’accesso ai servizi sanitari. La nuova organizzazione del territorio deve offrire nuove prestazioni, servizi innovativi, un’eccellente assistenza al domicilio del paziente tagliando le liste di attesa e dimezzando le migrazioni sanitarie. Siamo pronti a mettere in pratica i principi enunciati nel Patto della Salute, approvato lo scorso 16 luglio”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), alla convention nazionale dell’associazione a Capri, illustra i tre pilastri su cui si muove la trasformazione delle cure primarie. “Nuova organizzazione, information technology e formazione costituiscono le tre vie da seguire – spiega il dott. Cricelli -. Nel Patto per la Salute 2014 sono privilegiate forme organizzative estese e complesse, che superano l'azione professionale del singolo medico. Il quadro che sta emergendo si presenta in continua e rapida evoluzione. In aggiunta alle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e alle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), già cardine della nuova assistenza sul territorio, le cooperative di medici si configurano sempre più come un’offerta integrata di servizi, soprattutto in termini di prestazioni sanitarie che spaziano dalla cura fino alla riabilitazione. Più del 20% delle cooperative del settore ritiene che la gestione imprenditoriale delle attività di provider di servizi complessi, rivolti a pazienti cronici, sia un’opportunità di sviluppo”.

La SIMG è la società scientifica che più di qualunque altra associazione ha investito e promosso lo sviluppo di strumenti informatici sempre più potenti e sofisticati. “Questi programmi supportano il professionista in tutte le fasi del processo di cura e nella governance - continua il dott. Cricelli -. Oggi infatti siamo in presenza della quasi totale dematerializzazione della ricetta, che segue la già avvenuta informatizzazione del certificato di malattia e delle pratiche INAIL e, dalla fine di settembre, delle esenzioni”. Infine la formazione. “È assolutamente velleitario affrontare queste grandi trasformazioni – conclude il dott. Cricelli - senza definire un percorso di insegnamento rivolto ai medici e ai collaboratori delle cure primarie. Per questo il prossimo 5 ottobre a Firenze apre la Scuola di Alta Formazione della SIMG con l’obiettivo di addestrare nuove figure professionali. Cioè medici di medicina generale ‘con interessi disciplinari speciali’, in grado di coordinare al meglio le attività svolte sul territorio con quelle dell’ospedale. Una vera e propria interfaccia, una cerniera evoluta con la medicina specialistica, già presente in altri Paesi Europei ma non ancora in Italia. Il medico di famiglia non è più il ‘muro di gomma’ contro cui un tempo ‘rimbalzava’ il problema clinico del paziente, che poi veniva subito indirizzato allo specialista. Diventa invece il recettore che può affrontare direttamente ogni disturbo del cittadino. Per raggiungere questo obiettivo, ogni unità di cure primarie dovrà essere dotata di tutti gli strumenti necessari, che vanno dagli ecografi alle apparecchiature per la diagnostica di base. Il cambiamento a cui assistiamo trova un riscontro anche nel nome della nostra associazione. Proporrò infatti all’Assemblea della SIMG una nuova denominazione che potrebbe chiamarsi ‘Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie’”.

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