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Sicurezza alimentare: il veterinario nel piatto

Il veterinario nel piatto e’ una immagine forte ed apparentemente semplice da percepire grazie anche alla esagerazione consapevolmente cercata per richiamare l’attenzione sul cibo ed in particolare sulla qualità e la salubrità di quello che mettiamo nel nostro piatto.

Non crediamo si possa fare confusione su questo slogan: ciò che mettiamo nel piatto ci viene proposto dalle grandi o piccole catene di distribuzione e noi lo mangiamo certi che non sia un pericolo per la nostra salute, perché sappiamo che esiste una catena di controlli affidata ai medici veterinari che fornisce ai consumatori la certezza che nel latte, nella carne, nel formaggio, nel pesce che tutti mangiamo non ci sono sostanze dannose per la salute. Ai medici veterinari italiani sono affidate da un ricco, saggio ed articolato sistema di leggi, responsabilità enormi nel controllo delle produzioni animali, dagli allevamenti fino alla distribuzione dei prodotti. Garantire salute e benessere dei cittadini e degli animali rientra nella nostra mission.
Tutto questo, che e’ sempre apparso normale ed in linea con le scelte dei nostri partner in Europa e nel mondo, viene oggi messo in discussione da una incomprensibile scelta che si sta perfezionando al Ministero della Salute con la nomina alla Direzione Generale sicurezza alimentare, regolata al 90% da norme medico veterinarie (che riguardano gli alimenti di origine animale), di un professionista che non e’ un medico veterinario. In tutto il mondo il riconoscimento della competenza esclusiva del medico veterinario sulla salubrità  degli alimenti di origine animale nasce dal fatto che la sicurezza alimentare, e dunque la tutela della salute dei cittadini, inizia in azienda con la salute degli animali, legata al loro benessere e alla corretta gestione dei farmaci, per proseguire con la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei loro prodotti (carne, uova, pesce, latte, miele) e dei prodotti che li contengono, fino alle ricerche di residui e contaminanti ambientali; tutto questo a livello nazionale e nell'import/export.
Per questo motivo non comprendiamo ed osteggiamo la scelta del Ministro e sosteniamo che ci stiamo facendo del male da soli: la credibilità’ nei rapporti internazionali e’ un bene prezioso soprattutto in materia di alimentazione, un tema che coinvolge la salute di miliardi di persone. Il sistema dei controlli in Italia, che ha visto protagonisti i medici veterinari, e’ sempre stato un punto di eccellenza, un elemento di garanzia per il nostro export alimentare ed ha dato credibilità al marchio più conosciuto al mondo, il Made in Italy alimentare. Questo è il risultato di anni di gestione della sanità animale, dell’igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche e di tutte le azioni messe in campo per la sicurezza alimentare, fondata sulla competenza. Condizione che ha creato fiducia e credibilità internazionale.
Perdere questa posizione per una scelta largamente opinabile, non spiegata perché inspiegabile, sarebbe un danno certo non per la categoria dei medici veterinari, ma per la nostra economia, considerando l’impatto che potrebbe avere sulle nostre esportazioni. Soprattutto un rischio che riguarda la fiducia dei consumatori e la tutela della loro salute. Un tema che certamente non può essere estraneo alle preoccupazioni della associazioni a loro tutela e difesa e che e’ in primo piano nelle preoccupazioni dei medici veterinari italiani. Per la prima uscita della campagna informativa la Federazione ha scelto il Corriere della Sera a cui seguiranno altri quotidiani e settimanali per far in modo che tutti conoscano il ruolo importante dei medici veterinari all'interno della filiera della produzione di alimenti.
Per quanto riguarda le scelte del Ministero, sulle quali la Federazione ha espresso la propria contrarietà motivata, sono in programma altre iniziative che si aggiungeranno a questa. Se questo è il “governo della competenza” le scelte in itinere sono sbagliate.

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