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Sicurezza alimentare e cambiamento climatico #EXPO2015

Un incontro per discutere su come affrontare nel futuro i temi della sicurezza alimentare e del cambiamento climatico, apportando un contributo concreto al benessere globale, con un focus particolare sulle problematiche delle popolazioni dei Paesi in via di Sviluppo.
 
Si è celebrato al Padiglione della Svizzera il Food Security Day con un convegno che ha coinvolto 5 relatori di rilievo internazionale: Dyborne Chibonga dell’Organizzazione no profit Acdi/Voca, Hans Herren di Future For all, Andrea Powell di Cabi, Michael Mack di Syngenta e Ren Wang della Fao.
 
L’incontro è stato aperto dal Consigliere federale Johann Schneider-Ammann, Capo del Dipartimento federale dell’Economia, della Formazione e della Ricerca: “La sicurezza alimentare è una questione fondamentale già oggi, ma diventerà sempre più importante nei prossimi anni. Il 2015 è l’anno in cui si è raggiunto un obiettivo cruciale, visto che la percentuale di persone denutrite è scesa dal 23,3% del 1990-1992 al 12,9% di oggi. Ma non si può dimenticare che ci sono ancora circa 795 milioni di persone denutrite che vanno a dormire affamate. Secondo la Fao una delle cause di questo problema è la mancanza di crescita economica, e, quindi, la ripresa è necessaria per creare lavoro e alleviare la povertà, ma deve essere una crescita capace di portare opportunità per tutti, a partire dai piccoli agricoltori”.
 
“Ci sono aree del mondo in cui si produce poco con grande qualità di prodotti, mentre altre in cui si produce molto con poca qualità – ha sottolineato Herren -. Dobbiamo agire ora perché, se sottovalutiamo il problema, diventerà sempre più grave e non basteranno i nostri sforzi per risolverlo. Per il futuro bisognerà lavorare perché il suolo possa assorbire poca acqua e dare grandi risultati, quindi la nostra base di partenza deve essere creare un “buon suolo”, altrimenti anche un buon seme non darà i suoi frutti”.
 
In occasione dell’incontro, Powell ha presentato il programma Plantwise. Oltre il 40% dei raccolti globali, infatti, va perso a causa di organismi nocivi ai vegetali, come i parassiti. Riducendo anche solo dell’1% tali perdite, si potrebbero sfamare milioni di persone. Plantwise aiuta i Paesi in via di Sviluppo ad allestire “cliniche delle piante”, che funzionano in modo molto simile a quelle predisposte per la salute umana: i contadini si recano nelle strutture con i campioni dei loro raccolti e i “dottori delle piante” ne diagnosticano i problemi, così da poter fornire raccomandazioni su modalità sicure e sostenibili per riuscire a gestire le difficoltà. I consigli aiutano i piccoli contadini a proteggere i loro raccolti e il risultato finale è un incremento della sicurezza alimentare.
 
“È necessario sviluppare una visione comune sulla sostenibilità – ha evidenziato Wang –. Ho viaggiato per molto tempo in India, Indonesia, Bangladesh e ho visto come il cambiamento climatico abbia un impatto diretto sull’agricoltura, sulla produzione di riso e sulla vita dei contadini e dei coltivatori. Solo una visione olistica e globale ci permetterà di creare un futuro migliore per tutti”. “Il cambiamento climatico è una realtà in Malawi e il governo è obbligato ad acquistare cibo dagli Stati vicini per nutrire la popolazione – ha detto Dyborne Chibonga –. Manca il denaro anche per acquistare i semi e, quindi, il processo agricolo si blocca. Serve più tecnologia per ottimizzare le rese dei raccolti”.
 
“La scienza è necessaria per incrementare la produzione, così come sono fondamentali gli investimenti in ricerca e sviluppo – ha detto Mack –. La ricerca, però, va adattata alle realtà locali, agli ecosistemi locali e alla vita reale degli agricoltori: solo così gli investimenti saranno calibrati sulle realtà locali e daranno beneficio senza impattare sul riscaldamento globale e sul cambiamento climatico”.
 
“Bisogna iniziare a ragionare fuori dagli schemi perché il dogmatismo non aiuta - ha concluso Schneider-Ammann -. La Svizzera in questi anni ha dimostrato come si possa aumentare la produttività e, allo stesso tempo, tutelare le risorse naturali. In questo senso le nuove tecnologie e l’innovazione hanno un ruolo strategico. Siamo convinti che per trovare una soluzione a queste sfide globali sia necessario coinvolgere tutti gli attori, compresi la società civile e il settore privato. Iniziative come la Global Alliance on Climate Smart Agriculture e la Global Agenda on Sustainable Livestock, supportate dalla Svizzera, sono degli ottimi esempi e punti di partenza per nuove partnership”.
 
 
 

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