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SCLEROSI MULTIPLA RECIDIVANTE: LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA DACLIZUMAB CON SOMMINISTRAZIONE MENSILE

La Commissione Europea (CE) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di daclizumab per il trattamento dei pazienti adulti affetti da forme recidivanti di sclerosi multipla (SMR), secondo quanto annunciato da Biogen e AbbVie. Daclizumab si somministra – anche autonomamente - tramite iniezione sottocutanea una volta al mese.

“I dati clinici hanno mostrato i significativi effetti di daclizumab nella riduzione delle recidive, della progressione della disabilità a 24 settimane e di nuove lesioni cerebrali fino a tre anni rispetto a interferone beta-1a iniezione intramuscolare, rappresentando una nuova valida opzione per le persone con SMR", ha affermato il Professor Gavin Giovannoni, Presidente di Neurologia al Blizard Institute, Barts e The London School of Medicine and Dentistry. "Daclizumab ha un meccanismo di azione (MOA) immunomodulante che regola l'infiammazione senza causare la deplezione generalizzata del sistema immunitario ed i suoi effetti sulle cellule immunitarie sono reversibili entro sei mesi. Ciò offre un approccio alternativo per il trattamento della sclerosi multipla (SM) da tenere in considerazione al momento di decidere come continuare la terapia durante il corso della malattia di un paziente”. 

L’approvazione di daclizumab da parte della Commissione Europea è supportata dai risultati ottenuti da due studi, tra cui lo studio DECIDE, il più vasto e prolungato head-to-head di Fase 3 mai condotto sulla SM. Lo studio SELECT di Fase 2b e lo studio DECIDE di Fase 3 erano studi globali controllati, randomizzati e in doppio cieco che hanno incluso circa 2.400 pazienti affetti da SMR. Alcuni pazienti dello studio DECIDE sono stati trattati fino a 3 anni.

Negli studi DECIDE e SELECT, daclizumab ha ridotto significativamente il tasso di recidiva annualizzato (Annualized Relapse Rate, ARR), endpoint primario degli studi, del 45% rispetto ad interferone beta-1a fino a 144 settimane e del 54% rispetto a placebo a 52 settimane (in entrambi i casi p<0,0001), rispettivamente. Le analisi di questi studi hanno dimostrato l’effetto costante di daclizumab rispetto a placebo e interferone beta-1a nei vari sottogruppi di pazienti, classificati in base a caratteristiche demografiche e legate alla SM. 

“Con l’approvazione di daclizumab nell’UE, siamo in grado di fornire un’opzione terapeutica essenziale per i pazienti con SM”, ha affermato Michael Severino, M.D., Executive Vice President, Research and Development e Chief Scientific Officer di AbbVie. “Si tratta di una parte importante dell’impegno costante di AbbVie nel favorire il progresso della ricerca sulle neuroscienze, in particolar modo nell’ambito della SM”.

Oltre all’ARR statisticamente significativo, il Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) di daclizumab riporta anche i seguenti risultati di efficacia:

  • effetto statisticamente significativo sulla progressione della disabilità confermata a 24 settimane nei pazienti trattati con daclizumab, con un hazard ratio dello 0,73 [Intervallo di confidenza al 95%: 0,55, 0,98].
  • Riduzione statisticamente significativa del numero di lesioni iperintense in T2 nuove o di recente estensione, nel numero di lesioni captanti gadolinio in T1 e nel numero medio di nuove lesioni ipointense in T1 a 96 settimane.
  • Riduzione del peggioramento clinicamente significativo dell’impatto fisico della SM riferito dal paziente (peggioramento fisico ≥7,5 dal basale alla settimana 96 sulla scala MSIS-29) rispetto ad interferone beta-1a.

“Daclizumab rappresenta una nuova importante opzione terapeutica tramite una somministrazione mensile per le persone affette da sclerosi multipla recidivante, inclusi i pazienti con alta attività di malattia, non sufficientemente controllata dalla terapia precedente” ha affermato Alfred Sandrock, M.D., Ph.D., Executive Vice President and Chief Medical Officer di Biogen. “La SM si manifesta in maniera diversa in ciascun individuo, con una certa variabilità nei sintomi e nella progressione; pertanto, è importante che le persone con questa malattia possano avere a disposizione il trattamento più adatto alle diverse necessità, che sono in continua evoluzione”.

Si ritiene che il meccanismo d’azione di daclizumab consista nell’inibizione dell’attivazione dei linfociti T autoreattivi, uno dei tipi cellulari che contribuisce in maggior misura all’infiammazione a carico del sistema nervoso nelle persone affette da SM. Daclizumab provoca un aumento delle cellule natural killer (NK) CD56bright immunoregolatorie, che si sono rivelate in grado di inibire selettivamente i linfociti T attivati che contribuiscono alle lesioni nervose causate dalla SM. Si ritiene che questi effetti immunomodulatori esercitati da daclizumab siano in grado di ridurre la patologia del sistema nervoso centrale nella SM e, pertanto, di ridurre la frequenza delle recidive e la progressione della disabilità.

  • Durante il trattamento con daclizumab, le conte cellulari medie relative ai principali sottogruppi di cellule immunitarie (linfociti T, B e cellule NK) rientravano negli intervalli normali; le conte dei linfociti totali, dei linfociti T e B diminuivano in media di un valore ≤10% rispetto al basale durante il primo anno di trattamento.
  • Le conte di linfociti totali ritornavano ai valori basali entro circa 8-12 settimane dall’ultima dose, e tutte le altre conte cellulari analizzate ritornavano ai valori basali entro circa 20-24 settimane dall’ultima dose. 

Le avvertenze e precauzioni d’utilizzo di daclizumab includono danno epatico, reazioni cutanee, depressione, infezioni, disturbi gastrointestinali e linfopenia. Le reazioni avverse più frequentemente riportate e responsabili dell’interruzione del trattamento nei pazienti che assumevano daclizumab comprendevano reazioni epatiche, tra cui incrementi dei livelli sierici di transaminasi (5%), e reazioni cutanee (4%). Gli eventi avversi più frequenti manifestati dai pazienti trattati con daclizumab comprendevano rash, aumento dei livelli di alanina transaminasi (un tipo di enzima epatico), depressione, rinofaringite (infiammazione del naso e di parte della gola), infezioni delle vie respiratorie superiori, influenza, dolore orofaringeo (parte della gola) e linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi).

 

Informazioni sullo studio DECIDE

DECIDE è stato uno studio clinico globale di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, della durata di 2-3 anni, condotto su pazienti con SMR e finalizzato a stabilire se daclizumab fosse in grado di produrre outcome superiori in relazione a specifici endpoint clinici rispetto al trattamento con interferone beta-1a 30 mcg assunto tramite iniezione intramuscolare (im). DECIDE è stato uno studio con comparatore attivo articolato in due gruppi, trattati rispettivamente con: 150 mg di daclizumab per via sottocutanea ogni 4 settimane (n=919), confrontato con interferone beta-1a im una volta a settimana (n=922).

Informazioni sullo studio SELECT

SELECT è stato uno studio di Fase 2b, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, volto a valutare l’efficacia e la sicurezza di daclizumab 150 mg (n=208) e 300 mg (n=209) somministrato per via sottocutanea ogni 4 settimane per 1 anno rispetto a placebo (n=204) in pazienti affetti da SMR.

 


[i]  Multiple Sclerosis International Federation (MSIF). What is MS? Data di consultazione: 27 giugno 2016 http://www.msif.org/about-ms/what-is-ms/.

[ii] MSIF. Types of MS. Data di consultazione: 27 giugno 2016 http://www.msif.org/about-ms/types-of-ms/.

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