IT   EN

Ultimi tweet

Sclerosi multipla: 22 progetti di ricerca finanziati da 9 Paesi

 

L’International Progressive MS Alliance (PMSA) ha assegnato il suo primo Bando a 22 progetti di ricerca di scienziati provenienti da 9 Paesi di tutto il mondo tra cui anche l'Italia con il team dell'Università di Verona , con l'obiettivo di eliminare le barriere e arrivare allo sviluppo di terapie per la SM progressiva. L' Alleanza è una collaborazione a livello mondiale focalizzata sulla ricerca per le forme progressive di sclerosi multipla ancora orfane di cure.

 

Investimenti a lungo termine nella ricerca di trattamenti e soluzioni per la SM progressiva Questo è il primo bando di finanziamento che lancia un ambizioso programma a lungo termine con un investimento complessivo di 22 milioni di euro nei prossimi cinque anni per creare collaborazioni internazionali di ricerca-sfruttando la ricerca già in corso e stimolando nuove ricerche attraverso importanti programmi di finanziamento della PMSA.

 

Per questo primo bando, sono pervenute 195 proposte di ricerca da 22 Paesi di tutto il mondo. "La risposta della comunità scientifica internazionale al nostro primo invito a presentare progetti di ricerca innovativi è stata eccezionale", ha osservato il professor Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana SM (FISM) "Per la prima volta, le Associazioni SM di tutto il mondo si sono unite, senza considerare i confini geografici, al fine di trovare al più presto risposte per le persone con forme progressive di SM”, ha aggiunto.

 

Istituzioni di livello mondiale e un focus completo

I primi progetti finanziati sono studi pilota a breve termine per iniziare a riempire le lacune sulle conoscenze e sulle infrastrutture in questo ambito, come identificare e testare potenziali trattamenti; comprendere i meccanismi che portano alla degenerazione dei neuroni; costruire banche dati e biobanche, approfondire una migliore comprensione dell’imaging a lungo termine, della genetica, e degli outcome associati alla SM progressiva. Tali studi pilota hanno una durata di uno o due anni.

I 22 progetti finanziati con il primo bando saranno condotti da scienziati provenienti dai principali centri di ricerca e sono focalizzati sulle seguenti aree di studio: (per i riassunti completi di ogni progetto si prega di visitare il sito www.ProgressiveMSAlliance.org):

 

Studi clinici e misure di outcome: Hasselt University (Belgio), Imperial College di Londra (Regno Unito, UK), Johns Hopkins University (Stati Uniti), Mount Sinai School of Medicine (Stati Uniti), Umeå University (Svezia)

Biomarcatori di progressione: Free University (Paesi Bassi), Vall d’Hebron Research Institute (Spagna)

Studi di Genetica: Karolinska Institute (Svezia), University of California-San Francisco (Stati Uniti), Università di Cambridge (Regno Unito)

• Studi clinici di Riabilitazione: Kessler Foundation Research Center (Stati Uniti), Plymouth University (Regno Unito, UK)

Patogenesi della progressione: Brigham and Women Hospital (Stati Uniti), Free University (Paesi Bassi), McGill University (Canada), Monash University (Australia), Università di Edimburgo (Regno Unito,UK), Università degli Studi di Verona (Italia), Università di Yale (Stati Uniti)

Sviluppo di nuovi modelli di malattia Renovo Neural, Inc,. (Stati Uniti), Stanford University (Stati Uniti)

 

Le priorità di finanziamento strategiche dell'Alleanza sono guidate da ricercatori di fama, provenienti da diversi discipline e Paesi e sono focalizzate su:

• Migliorare la comprensione della progressione in modo che possano essere identificati bersagli e quindi trattamenti specifici.

• Progettare studi clinici di prova del concetto (proof of concept) per identificare nuove misure cliniche di disabilità

• Condurre studi clinici preliminari per testare composti e trattamenti riabilitativi in grado di fermare o invertire la progressione.

• Sviluppare e valutare nuove terapie per gestire i sintomi.

 

"Portando attenzione sulla SM, convocando i leader accademici e industriali, e offrendo una nuova fonte di sovvenzioni per i ricercatori di tutto il mondo, l'Alleanza si propone di accelerare i risultati con il maggior impatto e di cambiare la vita delle persone che vivono con la SM progressiva ", ha commentato il professor Alan Thompson, Presidente del Comitato Scientifico direttivo dell'Alleanza e Decano dell’ University College di Londra.

 

Altre opportunità di finanziamento

Per assicurare risposte a breve termine per le persone con forme progressive di SM, la PMSA lancerà una nuova richiesta di applicazioni entro la fine dell'anno. Per saperne di più sull'Alleanza, dettagli del nuovo Bando di ricerca e richieste per le applicazioni, visitare il sito www.ProgressiveMSAlliance.org

 

PMSA

La Progressive MS Alliance è un'iniziativa internazionale senza precedenti che connette le risorse e gli esperti di tutto il mondo per trovare risposte e sviluppare soluzioni per porre fine alla SM progressiva. L'obiettivo dell'Alleanza è quello di accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti per la sclerosi multipla progressiva finanziando la ricerca migliore, ovunque esista. L'Alleanza è gestita dalle Associazioni SM di Stati Uniti, Canada, Italia e Regno Unito, e Federazione Internazionale SM (MSIF) , ampliando il sostegno finanziario e di risorse da queste e altre organizzazioni, come le Associazioni SM di Danimarca e Spagna. Per saperne di più su www.ProgressiveMSAlliance.org

 

SM progressiva

La sclerosi multipla progressiva è una condizione cronica che interrompe il flusso di informazioni all'interno del cervello e del corpo, ed è una forma di malattia che peggiora nel tempo. Ogni giorno, la progressione della SM priva le persone di qualcosa: visione, capacità cognitive, mobilità, capacità di lavorare e indipendenza personale. La SM si trova in ogni Paese in cui sono stati condotti gli studi, e più di 2,3 milioni di persone nel mondo attualmente convivono con la malattia; oltre 1 milione di persone hanno una forma progressiva di SM.

 

 

IL Team di Verona

 Tra i 22 progetti, unico progetto italiano a essere premiato tra gli oltre 200 arrivati da tutto il mondo, il lavoro del team scaligero coordinato da Massimiliano Calabrese, neurologo della sezione di Neurologia dell’università di Verona dal titolo “Can the degree of meningeal inflammation and cortical pathology be used to stratify early progressive Ms patients?” - “Il grado di infiammazione meningea e il danno corticale può essere utilizzato per definire il rischio dei pazienti di entrare nella fase progressiva della malattia?”

 

Il team è composto da Salvatore Monaco, direttore della Clinica Neurologica dell’università di Verona, Maria Donata Benedetti, responsabile del Centro Sclerosi Multipla e da Alberto Gajofatto, ricercatore di neurologia. Il team scaligero lavora in collaborazione con l’Istituto superiore sanità, in particolare con la dottoressa Roberta Magliozzi e il dottor Francesco Facchiano e con il reparto di Neuropatologia dell’Imperial College di Londra diretto dal professor Richard Reynolds.

 


La ricerca veronese mira a individuare precocemente quali sono i pazienti colpiti da Sm che sono destinati a entrare rapidamente nella fase progressiva della malattia, un momento critico per il paziente che determina la perdita di efficacia delle terapie e un

conseguente accumulo di disabilità che non si riesce ad arrestare. A oggi, infatti, è possibile diagnosticare questa fase della malattia quando si è già manifestata o, al massimo, immediatamente prima che si manifesti, e comunque quando ormai è spesso troppo tardi per intervenire. Per questo risulta determinante riuscire a comprendere il prima possibile quali siano i pazienti che hanno una maggiore probabilità di evolvere velocemente verso la fase progressiva, così da poterli indirizzare, sin dall’inizio, alle terapie più efficaci tra quelle disponibili.

“Nei prossimi mesi di lavoro che ci vengono garantiti grazie a questo importante finanziamento - spiega Calabrese - eseguiremo diagnosi su due gruppi di pazienti: circa 80 con Sclerosi multipla e 40 pazienti che si rivolgono al nostro centro, ma che dopo l’iter diagnostico si rivelano colpiti da malattie diverse dalla Sm. Su ciascuno di loro eseguiremo una valutazione clinica neurologica, una risonanza magnetica cerebrale ad alto campo molto avanzata e innovativa che abbiamo messo a punto noi e, a seguire, un approfondito esame del liquor cerebro-spinale che verrà fatto in collaborazione con la dottoressa Roberta Magliozzi e il dottor Francesco Facchiano dell’Istituto superiore di sanità”. Una tecnologia avanzatissima sia dal punto di vista dell’imaging che dell’analisi liquorale che servirà non solo per fare diagnosi, ma anche per prevedere il decorso futuro della malattia. Ovvero, se ha o meno la Sm, ma anche se esistono già quei danni a carico della sostanza grigia che fanno sospettare di essere di fronte ad una forma più aggressiva della malattia e quindi con maggiore probabilità di evolvere rapidamente alla forma progressiva. “Il nostro obiettivo - continua Calabrese - è quello di valutare, in fase diagnostica e quindi molto precocemente, alcuni marcatori radiologici e liquorali a carico della sostanza grigia corticale e profonda al fine di definire meglio il rischio del paziente di evolvere verso la fase progressiva. Avremo quindi tre gruppi di pazienti: quelli con danno corticale e quindi a maggiori rischio di entrare nella fase progressiva della Sm, quelli a basso rischio e quelli che non sono affetti da Sm”.

In futuro potremmo quindi essere in grado di sottoporre il paziente a un trattamento davvero personalizzato basato su una analisi del rischio di progressione, con importanti e indubbi risvolti clinici per il paziente ma anche economici per il Sistema sanitario nazionale. Valore aggiunto dello studio è l’interdisciplinarità. “Per la prima volta - continua Calabrese - il nostro team di ricerca è composto da esperti che provengono dalle tre grandi aree scientifiche che oggi si occupano di Sm: l’immunologo/neuropatologo che si occupa dell’analisi liquor cerebro-spinale e che cerca i markers che indicano se la sostanza grigia corticale è danneggiata; l’esperto di neuro-immagini che si occupa di eseguire un’avanzatissima risonanza magnetica e il clinico che si occupa direttamente della cura dei pazienti e ne valuta l’accumulo di disabilità.

 

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.