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Sanita' Lombardia, Maroni: nostra Riforma è rivoluzione culturale e organizzativa

"In Lombardia noi abbiamo una vocazione, che io sostengo e che voglio rafforzare, ed è quella alla ricerca e alla innovazione, in molti settori, da quello industriale, a quello agricolo, con 13 università, 500 centri di ricerca tra pubblici e privati, 6 parchi tecnologici, le più importanti aziende mondiali che basano la loro attività proprio sull'innovazione e sulla ricerca, per essere competitive.

Questa integrazione tra chi fa ricerca e chi ne dà applicazione è il tratto distintivo della Lombardia". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al convegno 'Promuovere la salute', organizzato dal Rotary all'Auditorium 'Testori' di Palazzo Lombardia, a Milano.

MASSIMO INVESTIMENTO NELLA SANITÀ - "Voglio evidentemente mantenere questa caratteristica e, semmai, rinforzarla. Lo voglio fare nelle materie di competenza della Regione, soprattutto a difesa della salute, della sanità e del socio-sanitario, a cui è destinato l'80 per cento del nostro Bilancio, circa 17 miliardi ogni anno, che sono tanti, ma che non bastano mai - ha aggiunto il presidente -, eppure, grazie alla nostra capacità di spendere bene, e grazie anche al mondo del volontariato, del Terzo settore, riusciamo a garantire tutti i servizi".

LA RIFORMA E I SUOI PILASTRI - "Pochi mesi fa è entrata in vigore la nostra Riforma - ha ricordato il governatore -, che però mi piace definire una 'evoluzione del sistema socio-sanitario': ha l'ambizione di guardare al futuro, prevedendo quali saranno domani i bisogni dei Lombardi, anche di quelli che nascono oggi, che hanno un'aspettativa di vita di 100 anni, che avranno presumibilmente un problema di cronicità". "Due sono i pilasti della nostra Riforma: continuare a garantire la libertà di scelta, perché ciascuno possa decidere dove vuole curarsi, e passare dal 'curare' al 'prendersi cura' del malato - ha spiegato -, quindi i responsabili degli ospedali devono fare in modo che il malato, una volta dimesso, possa essere seguito nel suo percorso di riabilitazione, perché possa tornare a condurre il prima possibile la vita che faceva".

RIVOLUZIONE CULTURALE E ORGANIZZATIVA - "È una rivoluzione culturale e organizzativa - ha sottolineato Maroni - ed è così innovativa che il Governo, anziché impugnarla, ha deciso di monitorarla e di considerarla una sperimentazione: se funzionerà, diventerà il nuovo modello sanitario nazionale, anche per questo abbiamo costituito un gruppo di monitoraggio, di cui facciamo parte anche il ministro Lorenzin ed io. Altro aspetto innovativo sono state le nomine di coloro che sono andati a capo delle strutture, che sono stati scelti, a dicembre, solo sulla base di logiche meritocratiche, attraverso una vera selezione professionale, affidata a una Commissione tecnica esterna. La Riforma può funzionare solo se attuata da persone esperte e capaci".

"CORRIAMO NELLA STESSA DIREZIONE" - "Al Rotary va un ringraziamento per quello che fa, per le sue iniziative meritevoli - ha concluso - e, citando il 'Boss', Bruce Springsteen, voglio ricordare che siamo nati per correre, 'we were born to run', sono convinto che con il Rotary, si stia correndo nella medesima direzione, che è quella giusta".

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