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Sanita' Lombardia: 5,3 miliardi nel2016 per stabilizzazione medici-infermieri

"Il Piano di Gestione delle Risorse Umane approvato dalla giunta regionale va incontro alle esigenze del fabbisogno emerso, permetterà infatti di stabilizzare molti medici e infermieri precari riducendo le assunzioni a tempo determinato, a favore di quelle a tempo indeterminato, coerentemente con il budget assegnato da Regione Lombardia che risulta in linea con quanto previsto nell'anno 2015".

Così l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera ha commentato l'approvazione in giunta della DGR "Avvio del Piano di Gestione delle Risorse Umane per l'anno 2016 e determinazione del budget 2016 per l'assunzione di personale a tempo indeterminato e determinato per le Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST), le Agenzie di Tutela della Salute (ATS), le Fondazioni IRCCS di diritto pubblico e l'azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU)".

AD AZIENDE POSSIBILITÀ DI STABILIZZARE - "Con il provvedimento approvato oggi - ha detto l'assessore Gallera - le aziende avranno la facoltà di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato operando un turn over dell'85% del personale cessato nell'anno 2016. In aggiunta a questo sono previste delle deroghe che permetteranno alle aziende di sopperire alle necessità riscontrate.

In questo contesto le novità più importanti riguardano il personale Operatore Socio Sanitari (OSS) cessato nel 2016 che potrà essere sostituito fino alla misura massima del 100% del turn over. E la possibilità per le aziende di procedere all'indizione di concorsi straordinari per l'assunzione di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, necessario per far fronte alle disposizioni sull'orario di lavoro".

IN LINEA CON IL 2015 -"Anche per il 2016 - ha, inoltre, spiegato Gallera - le risorse che abbiamo destinato alla gestione delle Risorse Umane è pari a 5,3 miliardi di euro, in linea con quanto previsto nell'anno 2015, questo nonostante il taglio previsto dalla legge 191 del 2009 (legge finanziaria 2010) che prevede per il 2020 il livello di spesa stabilito per il 2004, ridotto dell'1,4 per cento.

Una riduzione che riteniamo vada ripensata se si pensa a come si sia evoluto il nostro sistema sanitario nel giro di 10 anni. Su questo punto stiamo già facendo pressioni sul ministero dell'economia al fine di rimodulare l'articolo 22 del Patto della salute".

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