IT   EN

Ultimi tweet

Sanita': Il riordino dell’Assistenza territoriale. Indagine Osservatorio civico sul federalismo di Cittadinanzattiva

Le Regioni hanno avviato le attività in tempi diversi rispetto alle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali). Differenze sono state rilevate nella terminologia utilizzata, ma gli obiettivi risultano omogenei: distribuzione capillare sul territorio; presa in carico di soggetti con cronicità o fragilità; garanzia delle prestazioni anche in situazioni di forte disagio finanziario. E' quanto emerge dal Rapporto 2013 dell’Osservatorio Civico sul federalismo in sanità, realizzato dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

 

Rispetto alla diffusione al livello regionale: 7 regioni le hanno avviate o si muovono verso sperimentazioni di associazionismo complesso; 2 regioni avevano già aggregazioni assimilabili (Nuclei di Cure Primarie); 5 regioni non hanno indicato nei documenti una chiara valutazione; 7 regioni non le hanno menzionate o pianificate.
La Lombardia si è dotata di CreG (Chronic related Group), che prevedono una tariffa applicata alla cura territoriale di una malattia cronica, con la definizione di un nuovo modello di presa in carico del paziente, la continuità del percorso assistenziale e la valutazione periodica.
La Puglia  sta organizzando la rete di assistenza territoriale tramite l’istituzione di Centri Polifunzionali Territoriali, ad oggi in numero di 2.
L’Emilia Romagna ha istituito 216 Nuclei di Cure Primarie a partire dal 2008 e ha assimilatoi nuclei delle AFT previste dall’ACN del 2009. La Provincia Autonoma di Trento ha previsto l’istituzione di 25 AFT entro il 2017.  Il Veneto ha previsto il passaggio da UTAP a AFT, ipotizzandone la costituzione di 20 entro la fine del 2014. Il Piemonte identifica il Centro di Assistenza Primaria (CAP) come forma organizzativa del nuovo sistema di cure primarie, intorno al quale devono ruotare le AFT.
Unità di cure complesse (UCCP) e Case della salute
10 regioni le hanno già realizzate o hanno progetti in corso; 3 regioni non hanno indicato nei documenti una chiara valutazione; 8 regioni non le hanno menzionate o pianificate. E’ importante sottolineare che i servizi sanitari e socio – sanitari presentano diversità di carattere organizzativo-gestionale, nonostante medesimi obiettivi: strutture polifunzionali e multi professionali, con assistenza h24 e integrazione delle attività svolte a livello distrettuale.
Gli orientamenti per singole Regioni possono essere consultati all’interno del Rapporto.
Assistenza domiciliare integrata
Stando ai dati ISTAT, la percentuale di anziani trattati in ADI risulta in crescita anche nel 2012, anno in cui ha raggiunto l’84%. Per quanto concerne la situazione regionale, a fronte di una media nazionale del 4% (in leggero calo rispetto al 4,12% del 2011), rimangono indietro la Campania (2,8%, anche se si riscontra un lieve aumento rispetto ai 2,42 punti percentuali dell’anno precedente), le Marche (3% nel 2012 contro 3,43% nel 2011), il Piemonte (2,0%), la Puglia (2,3%) e la Toscana (2,0%).

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.